Con l’esaurimento dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno consentito l’acquisto di circa 3.800 autobus elettrici, cresce l’attenzione sulla continuità del sostegno alla transizione energetica del trasporto pubblico locale. Le Regioni possono però contare su una dotazione di 750 milioni di euro, destinata all’acquisto di autobus elettrici, a metano o a idrogeno, comprensiva delle infrastrutture di ricarica e alimentazione.
Una novità rilevante riguarda l’estensione dei contributi, dal 2024, anche agli autobus elettrici destinati ai servizi extraurbani, finora rimasti ai margini dei programmi di rinnovo. Le linee guida del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, pubblicate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, definiscono criteri, requisiti tecnologici minimi e modalità di utilizzo dei fondi pluriennali, con l’obiettivo di sostituire i mezzi più inquinanti, migliorare la qualità dell’aria e sviluppare le reti di ricarica.
I dati di mercato 2025 mostrano però un forte rallentamento delle alimentazioni alternative diverse dall’elettrico: crollano le vendite di autobus a idrogeno e a metano, mentre calano in modo significativo anche gli ibridi. Il diesel tiene solo parzialmente. Il quadro complessivo sembra indicare una progressiva convergenza verso l’elettrico, sostenuta anche da ingenti risorse dedicate alle infrastrutture: tra il 2019 e il 2033 sono previsti 3,7 miliardi di euro per colonnine, allacciamenti di rete, adeguamento dei depositi e sistemi di ricarica necessari alla gestione dei nuovi bus.
Fonte: VaiElettrico