La Sardegna entra nella nuova frontiera della mobilità sostenibile con l’introduzione dei primi autobus a idrogeno del trasporto pubblico locale, presentati a Quartu Sant’Elena da CTM Cagliari. Si tratta di mezzi Solaris Urbino Hydrogen da 12 metri, destinati a operare nell’area metropolitana di Cagliari e a rafforzare un sistema sempre più orientato alle zero emissioni.

L’iniziativa segna un passaggio strategico: l’idrogeno si affianca a una flotta già fortemente elettrificata, contribuendo a costruire un modello basato su un mix energetico. Come sottolineato dal presidente Fabrizio Rodin, questa integrazione rappresenta un valore per ambiente e salute, oltre che per l’efficienza del servizio.

Il piano industriale di CTM, da circa 150 milioni di euro, punta a una flotta completamente a zero emissioni. Oggi comprende oltre 200 autobus elettrici, 30 filobus e i primi 3 mezzi a idrogeno, con l’obiettivo di arrivare a circa 290 veicoli elettrici complessivi. Parallelamente, si sviluppa una rete capillare di ricarica con decine di punti distribuiti tra Cagliari, Quartu e Monserrato.

La sperimentazione dei bus a idrogeno riguarderà inizialmente le linee suburbane 9 (Cagliari–Decimomannu) e 19 (Quartu–Assemini), dove autonomia elevata e rifornimento rapido offrono vantaggi operativi rispetto alle batterie. Questi mezzi garantiscono infatti percorrenze fino a 600 km, tempi di rifornimento di circa 10 minuti e emissioni nulle, limitate al solo vapore acqueo.

Secondo il direttore Bruno Useli, la trasformazione è già in atto: diverse linee urbane sono completamente elettriche e l’infrastruttura di ricarica sarà presto completata nei principali nodi della rete.

L’idrogeno, tuttavia, non è visto come soluzione unica ma complementare. Come evidenziato dall’esperto Fabio Monzali, il futuro del trasporto pubblico sarà necessariamente basato su un mix di tecnologie, capace di adattarsi alle diverse esigenze operative.

Con oltre 43 milioni di passeggeri annui e un servizio che copre 8 comuni, Cagliari si candida così a diventare un laboratorio avanzato della mobilità sostenibile in Italia, anticipando modelli destinati a diffondersi nei prossimi anni.

Fonte: Trasporti-Italia