Nel primo trimestre 2026 sono stati immatricolati in Italia appena 113 mezzi pesanti elettrici, il 22% in meno rispetto all’anno precedente. Il Libro Bianco di Motus-E indica nella carenza di infrastrutture, negli alti costi iniziali e nell’assenza di politiche strutturali i principali ostacoli.
Il mercato europeo dei camion elettrici cresce rapidamente, mentre l’Italia procede nella direzione opposta. Nel primo trimestre 2026 sono stati immatricolati nel nostro Paese soltanto 113 veicoli elettrici delle categorie N2 e N3, il 22% in meno rispetto ai 145 dello stesso periodo del 2025.
La quota sul mercato dei mezzi per il trasporto merci è così scesa dal 2,1 all’1,6%. Il calo avviene mentre il mercato complessivo italiano dei veicoli pesanti cresce del 4,75%, segnalando una difficoltà specifica della trazione elettrica.
A evidenziarlo è il Libro Bianco sulla mobilità elettrica 2026 di Motus-E, secondo cui in Italia circolano appena 800 camion elettrici. Il parco pesante nazionale ha inoltre un’età media di circa 20 anni, contro i 12 anni della media europea.
In Europa le immatricolazioni crescono del 40%
Nel primo trimestre 2026, considerando Unione europea, EFTA e Regno Unito, sono stati immatricolati 5.093 camion a zero emissioni, il 40,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato è salita dal 4,1 al 5,2%.
Francia e Germania hanno registrato incrementi rispettivamente del 67 e del 52,6%. Insieme ai Paesi Bassi rappresentano circa la metà di tutte le immatricolazioni europee di camion elettrici.
Nel 2025 erano stati venduti in Europa 17.620 mezzi pesanti elettrici, il 62% in più rispetto al 2024, raggiungendo una quota del 4,8%. A livello mondiale le vendite erano salite da 90 mila a quasi 249 mila unità, ma il 92% del mercato risultava concentrato in Cina.
Autonomie fino a 600-700 chilometri
Secondo Motus-E, il principale limite non è più la disponibilità dei veicoli. Il mercato europeo offre 34 modelli di camion elettrici: 20 nella categoria N2, tra 3,5 e 12 tonnellate, e 14 nella categoria N3, sopra le 12 tonnellate. Altri sette modelli sono stati annunciati per il 2026.
Tra il 2018 e il 2025 l’autonomia media è aumentata del 200%, la capacità delle batterie di oltre il 370% e la potenza di ricarica è passata da circa 50 agli attuali 350 kW. I modelli più avanzati sono già compatibili con il Megawatt Charging System, che può raggiungere una potenza di 1 MW.
I primi camion per la lunga percorrenza offrono autonomie superiori ai 600 chilometri, con alcuni modelli capaci di avvicinarsi ai 700. Secondo il rapporto, le prestazioni sono ormai compatibili con la maggior parte delle missioni logistiche.
La normativa europea impone agli autisti una pausa di almeno 45 minuti ogni quattro ore e mezza di guida. Considerando una velocità media di 80 km/h, un mezzo percorre al massimo circa 360 chilometri prima della sosta: un intervallo compatibile con l’autonomia dei camion elettrici già disponibili e con la ricarica ad alta potenza.
Dove servono le stazioni di ricarica
Il vero collo di bottiglia è la rete di ricarica. Uno studio realizzato da Motus-E con GSE e Infoblu NewGEN, basato sui dati GPS di oltre 100 mila mezzi pesanti, ha analizzato le percorrenze della logistica italiana.
La rete TEN-T rappresenta appena il 3% delle strade nazionali, ma concentra più del 60% dei chilometri percorsi dai camion. Il 75% degli spostamenti comprende già oggi almeno una sosta ogni 100 chilometri, mentre il 20% rientra nella fascia tra 100 e 300 chilometri.
Il rapporto individua tre tipologie di infrastrutture:
- stazioni di transito lungo la TEN-T, con potenze da 350 kW fino al sistema MCS e soste medie di 19 minuti;
- aree extra-TEN-T, con potenze comprese tra 150 e 350 kW e soste medie di circa 50 minuti;
- aree per la sosta notturna, con potenze tra 50 e 150 kW e permanenze superiori alle quattro ore.
Alla rete pubblica dovrà affiancarsi la ricarica privata nei depositi, negli interporti e nelle piattaforme logistiche, sfruttando le soste necessarie per le operazioni di carico e scarico.
Il divario economico può essere colmato
L’investimento iniziale continua a rappresentare una barriera. Il rapporto stima per un camion elettrico un costo totale di possesso su sei anni pari a circa 570 mila euro, contro i 490 mila di un equivalente diesel.
Il divario potrebbe però essere ribaltato attraverso tre misure. L’esenzione parziale dai pedaggi autostradali genererebbe un risparmio di circa 42 mila euro; i Certificati di immissione in consumo elettrici apporterebbero altri 32 mila euro; l’entrata in vigore dell’ETS2 sui carburanti fossili aumenterebbe il costo del diesel di 30-38 mila euro.
Con l’applicazione congiunta di queste leve, il TCO del camion elettrico scenderebbe a circa 500 mila euro, mentre quello del diesel salirebbe a 530 mila. Potrebbero aggiungersi finanziamenti verdi a tassi agevolati e certificati bianchi.
Un fondo da 590 milioni, ma i bandi partiranno nel 2027
Il Fondo per la strategia di mobilità sostenibile mette a disposizione 590 milioni di euro per il periodo 2027-2031. Motus-E propone di riservare ai veicoli a zero emissioni tra il 20 e il 25% delle risorse.
Per i camion superiori alle 16 tonnellate viene suggerito un contributo di almeno 80 mila euro, in grado di coprire circa il 40% della differenza nel prezzo di acquisto. La misura sarebbe particolarmente importante perché oltre l’80% dei mezzi commerciali italiani sopra le 3,5 tonnellate appartiene proprio alla fascia superiore alle 16 tonnellate.
I primi bandi, tuttavia, non sono attesi prima del 2027. Questo intervallo rischia di prolungare l’attesa delle imprese e di aumentare il divario con i mercati europei.
Motus-E propone inoltre tariffe dedicate alla ricarica in media tensione, procedure più rapide per le connessioni e incentivi collegati all’effettiva energia utilizzata dai mezzi a zero emissioni.
Il rapporto restituisce così un quadro preciso: la tecnologia sta raggiungendo la maturità, ma la diffusione dei camion elettrici dipenderà dalla capacità di coordinare acquisto dei mezzi, reti, stazioni ad alta potenza, depositi logistici e politiche fiscali.
Fonte: Motus-E-Libro-Bianco-2026