I fuochi artificiali di Capodanno hanno provocato a Milano un picco eccezionale di inquinamento atmosferico, con concentrazioni di Pm10 e Pm2,5 mai registrate nel resto dell’anno. I dati mostrano che il 1° gennaio in viale Marche la media giornaliera delle polveri sottili ha raggiunto i 269 microgrammi per metro cubo, contro i 39 del giorno precedente. In Città Studi si è passati da 28 a 256 microgrammi, mentre anche in centro, in via Senato, i valori hanno superato di oltre due volte i limiti di legge. Nelle ore notturne, subito dopo la mezzanotte, i picchi hanno toccato quota 500–700 microgrammi.
Secondo analisi indipendenti condotte da medici e ricercatori, respirare concentrazioni di Pm2,5 come quelle registrate equivale, in termini di esposizione, a fumare cinque o sei sigarette in un solo giorno. Studi italiani e internazionali dimostrano che questi picchi intensi, anche se di breve durata, sono associati a un aumento degli accessi ai pronto soccorso, soprattutto nei mesi invernali.
Le conseguenze colpiscono in modo particolare anziani, bambini e persone fragili. Le polveri prodotte dai botti contengono metalli e sostanze tossiche come potassio, bario, piombo e rame, che si sommano alle emissioni di traffico e riscaldamenti. Nonostante gli avvertimenti delle istituzioni sanitarie e ambientali, lo smog è rimasto sopra la soglia di protezione della salute anche nei giorni successivi al Capodanno.
Fonte: Corriere della Sera