Il Comune accelera sull’attuazione del grande lotto di piste ciclabili finanziato con 4 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede circa 20 chilometri di nuovi percorsi tra centro storico e assi strategici della città. Al centro del dibattito torna corso Calatafimi, tratto chiave della ciclovia che da piazza Indipendenza dovrebbe raggiungere l’ospedale Ingrassia e collegarsi poi alla rete del centro storico, attraversando corso Vittorio Emanuele, via Bonello, corso Alberto Amedeo, piazza Vittorio Emanuele Orlando e via Nicolò Turrisi.
La pubblicazione dell’ordinanza del traffico, propedeutica all’avvio dei lavori – ancora senza una data certa in attesa del progetto definitivo – ha innescato una forte reazione da parte di residenti, commercianti, della Quarta circoscrizione e anche di alcuni esponenti della maggioranza. Sono già partite petizioni e prese di posizione critiche, a partire dalla presidente della terza commissione consiliare e capogruppo della Lega, Sabrina Figuccia, che ha chiesto una revisione del progetto.
La terza commissione consiliare, pur ribadendo l’importanza della mobilità sostenibile per ridurre l’uso dell’auto privata e migliorare la qualità dell’aria, sollecita un approccio “equilibrato, condiviso e responsabile”, che non comprometta sicurezza, accessibilità e attività economiche. I timori principali riguardano la perdita di posti auto e le possibili ricadute negative sul commercio locale. Secondo i residenti e gli esercenti, in corso Calatafimi sarebbero a rischio oltre mille stalli, con effetti diretti sulla vivibilità e sull’economia del quartiere.
Dal canto suo, l’amministrazione comunale ribadisce che il progetto è ancora in fase di definizione. Tra le ipotesi allo studio c’è una pista bidirezionale su un solo lato della carreggiata, con il mantenimento dei parcheggi sull’altro. «Nessuna decisione sarà presa senza l’ascolto del territorio», ha assicurato l’assessore all’Urbanistica e Mobilità Maurizio Carta, ricordando che l’obiettivo della ciclovia è favorire una mobilità più sostenibile e moderna.
La posizione della Consulta delle biciclette è però netta e critica verso le opposizioni al progetto. Per la Consulta, la polemica ricalca schemi già visti in città: «L’unica attività realmente minacciata dalla pista ciclabile – sottolineano – è il parcheggio in doppia fila e l’occupazione dei marciapiedi». Secondo i rappresentanti dei ciclisti, fermare o ridimensionare l’intervento significherebbe rinviare ancora una volta una trasformazione necessaria, che punta a riequilibrare lo spazio pubblico, migliorare la sicurezza stradale e offrire alternative credibili all’uso dell’auto privata.
Il confronto resta aperto, ma lo scontro su corso Calatafimi conferma quanto la realizzazione di infrastrutture ciclabili strutturali continui a essere, a Palermo, un banco di prova decisivo per le politiche di mobilità sostenibile e per la capacità della città di guardare al futuro.
fonte: Repubblica