Dopo la sentenza del Tar che ha sospeso l’ordinanza sulla Città 30, l’assessore alla Mobilità di Bologna Michele Campaniello ha scelto di “scendere in strada” per osservare direttamente come si muove la città. In una mezz’ora di sopralluogo a Porta Saragozza, in una situazione di traffico ordinario e senza cantieri, emerge un dato chiave: al di là del limite formale a 30 o 50 chilometri orari, sono soprattutto i comportamenti degli utenti a determinare sicurezza e fluidità della circolazione.
L’assessore rivendica il lavoro svolto negli ultimi due anni e i dati positivi raccolti, ma ammette che il cambiamento è parziale e disomogeneo. La segnaletica e i dispositivi di moderazione del traffico sono aumentati solo in alcuni punti, mentre altrove la trasformazione è ancora poco percepibile. L’amministrazione conferma investimenti per circa 35 milioni di euro e annuncia 100 nuovi interventi sulla strada, sottolineando però le difficoltà poste dalla normativa ministeriale, che rende complessa l’installazione di dissuasori fisici come i “cuscinetti di Berlino” o i piani rialzati.
Un episodio quotidiano, osservato durante il sopralluogo, sintetizza le criticità: auto parcheggiate sulle piste ciclabili, ciclisti costretti a spostarsi in carreggiata e situazioni di conflitto che alimentano insicurezza. Per Campaniello la Città 30 non può ridursi a cartelli e ordinanze, ma deve essere un progetto di urbanistica e di cultura della strada, capace di orientare i comportamenti con infrastrutture, controlli e consapevolezza diffusa. I cantieri del tram, secondo il Comune, lasceranno in eredità interi assi urbani già predisposti a una moderazione strutturale della velocità, ma il percorso resta lungo e complesso.
Fonte: Corriere della Sera