La sentenza del TAR dell’Emilia-Romagna che ha annullato il provvedimento con cui Bologna aveva esteso il limite di velocità a 30 km/h su gran parte delle strade urbane non boccia la bontà delle politiche di Città 30. Come ricordato anche dal sindaco Matteo Lepore, il pronunciamento riguarda profili burocratici e formali degli atti, non l’efficacia delle misure, che i dati indicano come determinanti nel ridurre incidenti, feriti e decessi.
La città non intende arretrare e valuta le prossime mosse, compreso un possibile ricorso al Consiglio di Stato. In questo quadro la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB) rilancia il comunicato del Comitato Città 30, esprimendo pieno sostegno all’amministrazione e a chi da anni lavora per migliorare la sicurezza stradale e la qualità della vita urbana. Sul sito FIAB è disponibile anche un vademecum del Centro Studi per approfondire queste politiche.
Secondo il Comitato Città 30, lo stop giudiziario deve essere solo temporaneo: la misura ha già salvato vite e migliorato la vivibilità, seguendo un percorso europeo condiviso e adottato da altre città italiane. La richiesta al Comune è di riformulare i provvedimenti secondo le indicazioni del TAR per rilanciare la Città 30, considerata un obiettivo di civiltà e un diritto collettivo irrinunciabile.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente FIAB Luigi Menna, sottolineando che una Città 30 non è un semplice limite di velocità ma un progetto costruito con la cittadinanza: i numeri ne confermano i benefici per la sicurezza di tutte le persone e smentiscono letture ideologiche o divisive.
Fonte: FIAB