A Bologna si riaccende lo scontro politico su Città 30, con dati contrapposti sulla sicurezza stradale. Fratelli d’Italia, attraverso il neo responsabile regionale per la sicurezza stradale Mauro Sorbi, contesta l’efficacia del limite a 30 km/h, sostenendo che nel primo semestre 2025, pur con un calo degli incidenti, sarebbero aumentati morti e feriti e indicando nella distrazione la principale causa dei sinistri.
La replica del Comune è netta: Palazzo d’Accursio chiarisce che quei numeri includono anche aree dove Città 30 non è in vigore, come tangenziale e autostrada, e che il periodo analizzato è parziale. I dati comunali, basati sul confronto tra i bienni prima e dopo l’introduzione della misura, mostrano invece una forte riduzione di persone decedute, ferite e del numero complessivo di incidenti. Anche nel primo semestre 2025, secondo l’amministrazione, si confermano cali su morti, feriti, incidenti e sinistri più gravi.
Accanto al confronto istituzionale, cresce però soprattutto la mobilitazione dal basso. Nella serata di ieri un sit-in promosso dalle associazioni favorevoli a Città 30 si è svolto in via D’Azeglio e in via Azzurra, luogo simbolo dove nel 2021 una bambina fu investita mentre attraversava la strada. Circa un centinaio di persone – residenti, ciclisti e cittadini – hanno partecipato al presidio con giubbotti catarifrangenti, palette e cartelli con il “30”, chiedendo strade più sicure e il ripristino pieno dei limiti di velocità.
Durante la manifestazione i partecipanti hanno attraversato più volte le strisce pedonali per rallentare il traffico, ribadendo che «non va bene fare battaglia politica sulla pelle dei cittadini» e che la sicurezza stradale deve restare una priorità condivisa. Presenti anche esponenti della giunta e del consiglio comunale, a testimonianza del sostegno politico all’iniziativa.
Il sindaco Matteo Lepore ha confermato dal megafono che, dopo le delibere necessarie, Città 30 tornerà «esattamente come prima della sentenza del Tar», ribadendo che non ci sarà alcun passo indietro. «I 30 all’ora sono uno strumento indispensabile per rendere le strade più sicure», ha detto, annunciando nuovi investimenti su rallentatori, illuminazione e attraversamenti pedonali. Le associazioni, da Salvaiciclisti ad altri gruppi locali, parlano di una misura “necessaria e positiva” e promettono di continuare la mobilitazione per difendere Città 30 e una città più sicura per tutti.
fonte: Repubblica