I capoluoghi di provincia calabresi rispettano oggi i limiti di legge per PM10, PM2,5 e biossido di azoto (NO₂). È quanto emerge dal rapporto Mal’Aria di città 2026 di Legambiente, che fotografa una situazione complessivamente positiva per la regione, in netto contrasto con altre realtà urbane italiane. L’associazione, però, invita a non abbassare la guardia: la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria fissa limiti più severi al 2030, che potrebbero determinare futuri sforamenti anche in Calabria. Positivo anche il ritorno alla piena disponibilità dei dati ufficiali Arpacal, dopo lo stop del 2022. L’appello è a rafforzare le politiche su trasporti, riscaldamento e industria per tutelare salute ed ecosistemi nel lungo periodo.