Il nuovo 2026 Europe Cities Report del Lancet Countdown su salute e cambiamento climatico dedica particolare attenzione al rapporto tra mobilità urbana, qualità dell’aria e salute. L’analisi, che considera fino a 917 città europee per gli indicatori di trasporto, mostra forti differenze territoriali nell’accesso a infrastrutture per camminare, andare in bicicletta e utilizzare il trasporto pubblico. 

Nel 2022 il punteggio complessivo relativo alla mobilità sostenibile era più elevato nelle città del Nord Europa, con 6,5 punti su 10, e dell’Europa occidentale, con 6,2. Le città dell’Europa meridionale si fermavano invece a 5,4, mentre quelle orientali raggiungevano 5,8.

Il divario emerge soprattutto per la bicicletta. Il punteggio medio relativo alla disponibilità di infrastrutture ciclabili era pari a 3,51 nel Nord Europa, 2,97 nell’Europa occidentale, 2,69 nell’Europa meridionale e 2,22 in quella orientale. Anche per il trasporto pubblico il Sud resta indietro: 2,92 contro 3,90 nelle città settentrionali e 3,22 in quelle occidentali.

Il rapporto sottolinea inoltre un problema destinato a diventare sempre più rilevante con l’aumento delle temperature: le piste ciclabili sono poco ombreggiate proprio nelle città più esposte allo stress termico. In 885 città, la copertura media della chioma degli alberi lungo i percorsi ciclabili era del 17,2%, ma scendeva al 12,3% nell’Europa meridionale. Nelle 211 città con stress termico moderato o superiore per più di un terzo dell’anno, la quota media di piste ciclabili ombreggiate era appena del 10,5%. 

Sul fronte della qualità dell’aria, il quadro mostra progressi ma anche criticità persistenti. Dal 2000 i decessi prematuri attribuibili al PM2,5 nelle città europee sono diminuiti complessivamente del 40%. Ancora più marcata la riduzione della mortalità associata alle emissioni dei trasporti, scesa del 63%, grazie a limiti più severi sulle emissioni dei veicoli e alla progressiva elettrificazione.

Il trasporto, tuttavia, continua a rappresentare uno dei settori chiave su cui intervenire. Gli autori sottolineano che favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta e migliorare il trasporto pubblico consente di ridurre contemporaneamente dipendenza dall’auto, emissioni di gas serra, inquinamento atmosferico, rumore e sedentarietà.

Nel frattempo è cambiata anche la composizione delle principali fonti di PM2,5 urbano: nel 2023 il settore residenziale rappresentava il 38% della mortalità attribuibile al particolato, diventando la prima fonte nelle città europee. Il carbone era ancora responsabile del 20% dei decessi prematuri attribuibili al PM2,5.

Il Lancet Countdown individua quindi nell’integrazione tra urbanistica e mobilità una delle principali strategie per affrontare insieme crisi climatica e salute: più trasporto pubblico, reti ciclabili continue e ombreggiate, spazi pedonali, verde urbano e minore dipendenza dal trasporto privato motorizzato.