I nuovi grafici inseriti nell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile Kyoto Club – Clean Cities mostrano con chiarezza quanto la transizione energetica del parco veicoli merci urbano sia ancora lontana dal raggiungere una dimensione significativa. Nel 2025, nelle principali città italiane analizzate, autocarri, motocarri e trattori per il trasporto merci restano infatti in larghissima parte alimentati a gasolio.

Il dato più evidente riguarda gli autocarri per il trasporto merci, che rappresentano la quota principale dei veicoli commerciali. In quasi tutte le città considerate il gasolio supera l’80% del parco circolante: si va dal 77,9% di Messina al 92,8% di Roma, passando per valori molto elevati anche a Catania, Firenze, Milano, Padova e Prato. Le alimentazioni elettriche restano invece residuali: Torino e Venezia arrivano al 2,2%, Bari all’1,2%, Bologna e Genova all’1,1%, mentre in molte città la quota è inferiore all’1%.

Il quadro cambia solo parzialmente guardando ai motocarri per il trasporto merci, segmento nel quale la benzina ha ancora un peso molto rilevante. In diverse città supera il 60%, come a Catania, Messina, Milano, Napoli, Palermo e Parma. L’elettrico mostra qualche segnale più visibile, ma con forti differenze territoriali: Torino spicca con il 40,9% di motocarri elettrici, seguita a distanza da Roma con l’8,8%, Firenze e Venezia al 7%, Milano al 6,3% e Padova al 6,2%. In molte altre città, però, la quota resta molto bassa.

Ancora più netta è la situazione dei trattori per il trasporto merci: il gasolio è praticamente dominante ovunque, con percentuali spesso prossime o superiori al 98%. Cagliari raggiunge il 100%, mentre in città come Bologna, Messina, Napoli, Palermo, Padova e Prato si supera il 99%. Le alternative, compreso l’elettrico, sono quasi assenti, con poche eccezioni marginali.

Il grafico sulla tipologia dei veicoli in circolazione aiuta a collocare il tema merci dentro il quadro complessivo della mobilità urbana. Gli autoveicoli restano la componente dominante del parco circolante, ma il peso dei veicoli merci non è trascurabile: il totale merci raggiunge l’11% a Torino, il 9,8% a Cagliari, il 9,6% a Prato, l’8,3% a Parma e il 7,6% a Bergamo. Si tratta di quote rilevanti, soprattutto se considerate in relazione all’impatto sulla qualità dell’aria, sulla congestione, sull’uso dello spazio stradale e sulla logistica urbana.

Anche il grafico sui veicoli complessivi conferma una transizione ancora lenta. La benzina resta la prima alimentazione in molte città, mentre il gasolio conserva un peso importante, soprattutto a Bari, Reggio Calabria, Venezia, Catania, Prato e Messina. Le auto e i veicoli elettrici nel loro insieme restano su percentuali contenute: Milano arriva al 2%, Roma e Torino all’1,8%, Bergamo all’1,7%, Bologna, Firenze e Padova all’1,3%.

Il dato aggregato sui veicoli per il trasporto merci, che comprende autocarri, motocarri, quadricicli e trattori, sintetizza bene il ritardo: il gasolio resta largamente prevalente in tutte le città. Le quote oscillano dal 76,6% di Genova all’oltre 90% di Cagliari, con valori molto alti anche a Venezia, Padova, Prato, Bari, Bergamo, Parma e Reggio Calabria. L’elettrico resta quasi sempre sotto il 2%, con le eccezioni di Torino al 2,6% e Roma al 2,2%.

Questi numeri indicano che la decarbonizzazione della logistica urbana è ancora all’inizio. La diffusione di veicoli commerciali elettrici, cargo bike, micro-hub, consegne a basse emissioni e regole di accesso più selettive nelle aree urbane resta una sfida decisiva per ridurre inquinamento, emissioni climalteranti, rumore e pressione sullo spazio pubblico. Senza un’accelerazione delle politiche locali e nazionali, il trasporto merci rischia di rimanere uno dei settori più difficili da trasformare dentro la mobilità urbana.