La diffusione della mobilità elettrica nelle città europee non dipende soltanto dal numero di auto elettriche in circolazione, ma soprattutto dalla capacità delle amministrazioni di pianificare reti di ricarica efficienti, accessibili e integrate con il trasporto pubblico e la mobilità attiva. È questo il messaggio centrale del nuovo report della Clean Cities Campaign, “From Plan to Plug”, una guida operativa dedicata alle città europee per sviluppare infrastrutture di ricarica pubblica efficaci. 

Il documento parte da un dato chiaro: il trasporto resta la principale fonte europea di emissioni climalteranti e le aree urbane concentrano gran parte degli impatti sanitari e ambientali legati all’inquinamento atmosferico. Per questo la transizione verso la mobilità elettrica viene considerata indispensabile, ma non sufficiente da sola: deve essere accompagnata da trasporto pubblico, sharing mobility e mobilità attiva. 

Secondo il report, uno dei problemi principali è che molte città stanno installando colonnine senza una strategia organica, rischiando reti frammentate, squilibri territoriali e spreco di spazio pubblico. La soluzione proposta è la creazione di “Charging Masterplan”, veri e propri piani urbani della ricarica integrati con mobilità, energia, parcheggi e pianificazione urbana. 

La guida individua sette fasi operative, dalla governance alla progettazione, fino alla gestione dei dati e dell’accessibilità. Un punto centrale riguarda il coordinamento tra enti locali, operatori energetici e gestori delle infrastrutture: senza una cabina di regia unica, i tempi si allungano e aumentano i costi amministrativi. 

Particolarmente rilevante è il richiamo all’equità territoriale. Il report sottolinea il rischio della nascita di “charging deserts”, quartieri privi di infrastrutture, soprattutto nelle aree dense dove molti residenti non dispongono di garage privati. Per questo viene raccomandato l’uso di analisi spaziali e dati reali sui flussi di traffico e sulla domanda di ricarica. 

Tra le indicazioni più interessanti emerge la priorità da assegnare alla ricarica privata e semi-pubblica, ad esempio in abitazioni, parcheggi aziendali, hub intermodali e centri commerciali, relegando la ricarica su strada a soluzione residuale. Secondo Clean Cities, concentrare le colonnine in hub dedicati permette di ridurre conflitti con pedoni e ciclisti, migliorando anche la qualità dello spazio urbano.

Grande attenzione viene dedicata anche all’elettrificazione della logistica urbana, dei taxi e delle flotte comunali, considerate fondamentali per accelerare l’utilizzo delle infrastrutture e rendere economicamente sostenibili gli investimenti. 

Il report insiste inoltre sulla necessità di infrastrutture accessibili e interoperabili: le colonnine dovrebbero consentire pagamenti semplici, trasparenza tariffaria, assistenza continua e compatibilità tra operatori differenti. 

Un altro nodo strategico riguarda la rete elettrica. Le città vengono invitate a considerare fin dall’inizio i limiti della capacità di distribuzione, integrando smart charging e sistemi vehicle-to-grid per evitare congestioni e ottimizzare i consumi energetici. 

La conclusione della guida è netta: la mobilità elettrica può migliorare qualità dell’aria, vivibilità urbana e salute pubblica solo se la ricarica viene progettata come infrastruttura urbana integrata e non come semplice somma di colonnine distribuite casualmente.