Un nuovo studio internazionale propone un innovativo “Car Dependency Index” (CDI), un indicatore capace di misurare quanto le città dipendano realmente dall’automobile privata per garantire l’accesso a servizi, lavoro e opportunità quotidiane. La ricerca, pubblicata su arXiv da un gruppo di studiosi del Sony Computer Science Laboratories di Roma, Centro Ricerche Enrico Fermi e Sapienza Università di Roma, analizza 18 città europee (fra cui Roma, Firenze e Milano) e nordamericane confrontando accessibilità in auto e con il trasporto pubblico.
Lo studio evidenzia come la dipendenza dall’auto non sia soltanto una scelta individuale, ma una conseguenza diretta della forma urbana e della distribuzione dei servizi. Nelle aree centrali, dove il trasporto pubblico è più efficiente e le opportunità sono vicine, vivere senza automobile è spesso possibile. Nelle periferie, invece, l’accesso a servizi e attività dipende ancora fortemente dall’uso del mezzo privato.
Tra le città analizzate, Parigi e Zurigo risultano le meno dipendenti dall’auto, mentre Roma presenta il valore medio più elevato di CDI. La ricerca mostra inoltre una forte correlazione tra dipendenza automobilistica e quota di spostamenti effettuati in auto: più alto è il CDI, maggiore è l’utilizzo quotidiano del mezzo privato.
Particolarmente interessante il caso di Roma: simulando l’estensione della linea C e la futura linea D della metropolitana, gli autori stimano una riduzione di circa 60 mila auto utilizzate per il pendolarismo. Tuttavia lo studio sottolinea che interventi isolati non bastano: servono reti di trasporto integrate e diffuse per ottenere cambiamenti strutturali nella mobilità urbana.
Secondo i ricercatori, il CDI potrebbe diventare uno strumento utile per pianificare zone a basse emissioni, aree pedonali e investimenti nel trasporto pubblico, individuando i quartieri dove la riduzione del traffico automobilistico è già oggi socialmente sostenibile.
Per consultare le mappe delle città con il Car Dependency Index https://mat701.github.io/CDI