Padova è una delle città italiane dove la bicicletta è parte integrante della mobilità quotidiana, con migliaia di spostamenti al giorno e una rete ciclabile estesa. Proprio questa diffusione, però, mette in luce una criticità: se rapportato alla popolazione, il numero di incidenti che coinvolgono ciclisti è tra i più alti d’Italia.

Un’analisi sui sinistri dell’ultimo decennio colloca Padova ai vertici nazionali per incidentalità ciclistica pro capite. Tra il 2014 e il 2023 si contano oltre 3.100 incidenti, con una media superiore a 15 casi ogni mille residenti, un valore più elevato rispetto a città come Milano e Roma. Non pesa tanto il dato assoluto, quanto l’impatto proporzionale su una popolazione più ridotta, che restituisce l’immagine di una città molto vissuta in bicicletta ma ancora fragile sul piano della sicurezza.

Lo studio del Politecnico di Milano, basato sui dati della Polizia Locale, evidenzia come l’incidentalità sia rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni: dopo il picco del 2014, con quasi 400 sinistri, i valori si sono attestati tra i 300 e i 350 casi annui, con un calo marcato nel 2020 legato alla pandemia. I dati più recenti mostrano segnali incoraggianti: nei primi undici mesi del 2025 si registrano 254 incidenti, in lieve diminuzione.

Sul fronte delle conseguenze più gravi, i decessi restano relativamente contenuti: massimo di 16 vittime nel 2016 e minimo storico di due nel 2023. L’analisi per età segnala profili di rischio differenti: tra le donne l’incidentalità si concentra tra i 30 e i 45 anni, mentre tra gli uomini cresce con l’età, con particolare attenzione alla fascia over 65.

Il quadro evidenzia una contraddizione evidente: Padova è un simbolo della mobilità sostenibile, ma l’elevata intensità di traffico ciclistico aumenta l’esposizione al rischio. La sfida è trasformare questa vocazione in un sistema davvero sicuro, capace di accompagnare la crescita dell’uso della bicicletta senza aumentarne il costo umano.

Fonte: PadovaOggi