La Regione Emilia-Romagna ha rinviato di un anno, al 1° ottobre 2027, il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nei Comuni con più di 30 mila abitanti, misura che avrebbe interessato circa 90 mila veicoli. Il presidente Michele de Pascale e l’assessora all’Ambiente Irene Priolo sostengono che l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria resta invariato, ma che occorre evitare provvedimenti con un impatto eccessivo sulla vita quotidiana di famiglie e imprese.

La sospensione arriva dopo un confronto con le altre Regioni del bacino padano. Per compensare il rinvio, l’Emilia-Romagna punta soprattutto sulle emissioni derivanti dal riscaldamento a biomassa: dal 1° ottobre al 31 marzo, nelle aree interessate, è vietato l’utilizzo degli impianti a biomassa come pellet e legna di classe inferiore alle cinque stelle. La Regione prevede inoltre 10 milioni di euro di incentivi per sostituire gli impianti più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici.

La decisione è contestata dalle associazioni ambientaliste. Legambiente Emilia-Romagna parla di una scelta che «arretra sugli obiettivi ambientali», mentre AVS accusa la Regione di perdere credibilità sulle politiche per la qualità dell’aria. Il presidente de Pascale replica che l’Emilia-Romagna resta impegnata nel rispetto degli obiettivi europei e che servono politiche capaci di conciliare riduzione dell’inquinamento e sostenibilità sociale.

Il rinvio si inserisce in un quadro più ampio: la normativa nazionale ha trasformato il divieto generalizzato dei diesel Euro 5 in una possibilità per le Regioni, che possono adottare misure compensative equivalenti per ottenere la riduzione delle emissioni richiesta. In Lombardia il blocco è stato a sua volta rinviato e sostituito, tra l’altro, da limitazioni basate sul sistema Move-In. 

Fonte: La Repubblica