Il PAESC – Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima presentato dal Comune di Venezia attribuisce un ruolo centrale alla mobilità, considerata uno dei principali ambiti di intervento per la riduzione delle emissioni climalteranti e degli inquinanti atmosferici, oltre che per il miglioramento della qualità urbana e della salute pubblica.
Nel quadro degli impegni assunti con il Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia, il Piano individua la mobilità come leva strategica per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ del 55% entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050. Le azioni previste riguardano sia la terraferma sia la mobilità acquea, tenendo conto della specificità unica della città lagunare.
Per quanto riguarda la terraferma, il PAESC consolida il percorso di transizione verso flotte a emissioni zero, con un forte investimento sui mezzi a idrogeno per il trasporto pubblico locale. Entro giugno è previsto l’ingresso in servizio di ulteriori 90 veicoli a idrogeno, che andranno a rafforzare una flotta già orientata alla decarbonizzazione. L’obiettivo è ridurre in modo strutturale le emissioni del traffico urbano, contribuendo anche al miglioramento della qualità dell’aria, già interessata da risultati significativi negli ultimi anni.
Accanto al rinnovo delle flotte, il Piano valorizza le politiche di mobilità attiva e di riduzione della dipendenza dall’auto privata. In questo ambito rientra l’estensione della rete ciclabile, che ha raggiunto circa 200 chilometri di percorsi, favorendo gli spostamenti quotidiani in bicicletta e l’integrazione con il trasporto pubblico. Queste misure sono affiancate da interventi sulla viabilità e sulla riorganizzazione dello spazio pubblico, con l’obiettivo di rendere gli spostamenti più sicuri, efficienti e compatibili con la tutela del territorio.
Un capitolo specifico del PAESC è dedicato alla mobilità acquea, elemento cruciale per Venezia. Il Piano conferma l’obiettivo di rendere entro il 2032 tutti i mezzi di navigazione che percorrono il Canal Grande dotati di motori ibridi, alimentati da energia rinnovabile o biodiesel. Si tratta di una scelta strategica, che mira a ridurre drasticamente le emissioni in un contesto particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale e paesaggistico, con benefici diretti sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità della città storica.
I risultati già ottenuti rafforzano la credibilità del percorso: tra il 2017 e il 2025 le emissioni di PM10 sono diminuite del 90% e le altre emissioni complessive del 73%, anche grazie alle politiche sui trasporti e al progressivo rinnovamento dei mezzi. Il PAESC sistematizza queste esperienze e le integra in una strategia coerente di lungo periodo.
Nel complesso, il Piano prevede 33 azioni di mitigazione, molte delle quali direttamente o indirettamente legate alla mobilità e ai trasporti, e 46 azioni di adattamento, che includono anche misure per garantire la resilienza delle infrastrutture di trasporto agli impatti dei cambiamenti climatici. La mobilità sostenibile emerge così come uno dei pilastri del PAESC veneziano, non solo per ridurre le emissioni, ma per accompagnare la trasformazione della città verso un modello più efficiente, accessibile e compatibile con le sfide climatiche future.