Piste ciclabili provvisorie, strade scolastiche, pedonalizzazioni sperimentali e parcheggi trasformati temporaneamente in spazi pubblici possono diventare strumenti per ripensare la mobilità urbana. Un numero monografico del Journal of Urban Mobility, analizzato da Ambientenonsolo, raccoglie 18 studi condotti in diverse città del mondo e mostra che la temporaneità permette di sperimentare rapidamente soluzioni, raccogliere dati e correggere i progetti. Ma perché le prove diventino politiche permanenti servono partecipazione, monitoraggio, attenzione all’equità e una strategia politica più ampia.
I risultati sono significativi. A Bologna la trasformazione sperimentale di un parcheggio in spazio pubblico ha aumentato del 43% il tempo trascorso dalle persone nell’area. Ad Asbury Park, una pista ciclabile separata con delimitatori è stata associata a una riduzione del 28% della velocità massima media delle auto in svolta. A Londra, invece, le oltre 500 strade scolastiche hanno prodotto una diminuzione di 4-5 punti percentuali dell’uso dell’auto e un aumento di circa tre punti degli spostamenti attivi.
La ricerca mette però in guardia dall’idea che l’urbanistica tattica funzioni automaticamente. Gli interventi devono essere inseriti in reti pedonali, ciclabili e di trasporto pubblico più ampie e valutati anche per gli effetti sui quartieri circostanti e sui diversi gruppi sociali. La lezione è che coni, vernice e arredi possono mostrare concretamente una città diversa, ma per trasformare l’esperimento in una nuova normalità occorrono capacità amministrativa e scelte politiche coerenti.
Approfondisci su Ambientenonsolo https://ambientenonsolo.com/esperimenti-stradali-quando-le-soluzioni-temporanee-cambiano-davvero-le-citta/