Poco più di 500 giorni di lavori per completare la linea 3.2.1 Bagno a Ripoli, con obiettivo fine 2026 e attivazione del servizio nei primi mesi del 2027, in tempo per rispettare le scadenze del PNRR. Un’opera che collegherà il sud di Firenze a piazza Libertà e che, secondo le stime, trasformerà radicalmente la mobilità cittadina.
Ma non sarà l’unico cantiere: in parallelo partiranno i lavori della nuova linea verso Rovezzano e Campo di Marte e quelli della linea 4 (Leopolda–Piagge–Campi). Tre linee contemporaneamente, con un inevitabile impatto sul traffico cittadino. Proprio per questo l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio lancia un appello ai fiorentini: “Sappiamo che ci saranno disagi, ma chiediamo di usare l’auto il meno possibile e di rispettare le regole. La tramvia è una rivoluzione: unirà quartieri e persone, ridurrà traffico e inquinamento, renderà Firenze più vivibile e moderna”.
Il piano del Comune guarda al 2029: arrivare a quella data con un sistema tramviario quasi completo, capace di trasportare 200.000 passeggeri al giorno, eliminare oltre 60.000 spostamenti in auto e ridurre le emissioni di 30.000 tonnellate di CO₂ all’anno. Una svolta radicale, che si inserirà nel quadro della TAV e della liberazione dei binari di superficie per i treni regionali, con l’obiettivo di costruire una mobilità integrata di area vasta.
L’autunno 2025 segnerà il momento più critico, con cantieri strategici in nodi delicati come piazza Piave e viale Giannotti. Per gestire l’impatto, Palazzo Vecchio ha predisposto un piano di controlli e monitoraggio, e ha affidato a Stefano Ciurnelli, ingegnere dei trasporti con esperienza nazionale e già autore del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città metropolitana, il compito di elaborare un nuovo piano traffico. “Firenze è una città che ha pensato in anticipo al suo futuro – spiega Ciurnelli –. Oggi non tutto funziona, ma con un lavoro serio su sosta, cantieri, Ztl e corsie preferenziali si potrà migliorare sensibilmente. Ai cittadini dico: servono fiducia e ottimismo, perché presto la città vedrà una differenza sostanziale”.
fonte: Repubblica