A Firenze muoversi in bicicletta lungo l’asse tra piazza della Libertà e viale Europa è diventato sempre più complesso, tra cantieri della tramvia, transenne e tratti interrotti. Una situazione tornata drammaticamente al centro dell’attenzione dopo la morte del ciclista Alfredo Ceccarelli, investito su viale Gramsci, proprio in un punto dove la pista ciclabile risulta ridotta e difficilmente fruibile.
La “prova su strada” lungo circa 14 chilometri evidenzia una rete ciclabile frammentata: continui stop, deviazioni e restringimenti trasformano il percorso in un vero slalom tra barriere, passerelle e segnaletica provvisoria. In diversi tratti – da via Cavour a viale Matteotti fino a piazza Beccaria – la ciclabile scompare o si riduce a pochi metri, spesso condivisi con pedoni.
Particolarmente critica la zona tra via della Mattonaia e via Leopardi, dove la corsia ciclabile è compressa tra le transenne e percorribile solo in fila indiana. Disagi analoghi si riscontrano lungo i lungarni e in direzione Gavinana, dove i lavori costringono le bici a spostarsi sui marciapiedi o su percorsi promiscui, aumentando i conflitti con pedoni e altri utenti della strada.
Le testimonianze raccolte confermano l’impatto quotidiano: rider e lavoratori lamentano ritardi e difficoltà operative, mentre molti ciclisti segnalano problemi di sicurezza, soprattutto per le fasce più fragili. Non mancano però posizioni più concilianti, che riconoscono la necessità dei lavori per la futura rete tranviaria, chiedendo però maggiore attenzione alla gestione temporanea degli spazi.
Dal Comune arriva la rassicurazione che la sicurezza resta una priorità e che nel 2025 sono stati investiti 1,7 milioni di euro per la manutenzione delle ciclabili. L’obiettivo è una rete più moderna e integrata, con nuove piste lungo i viali e su viale Europa, ma nel frattempo si punta ad accelerare i cantieri aumentando le squadre operative già da aprile.
Nel breve periodo, tuttavia, la quotidianità resta segnata da disagi diffusi: tra restringimenti, interruzioni e convivenza forzata con altri utenti, pedalare in città richiede oggi più tempo, attenzione e pazienza, in attesa che i lavori restituiscano una rete ciclabile più sicura e continua.
fonte: Repubblica