Nel 2026 circa cinquanta autisti hanno lasciato Autolinee Toscane. I sindacati collegano le dimissioni al peggioramento delle condizioni di lavoro: cantieri e congestione rendono difficili i percorsi, gli orari risultano poco aderenti ai tempi effettivi di viaggio e i ritardi alimentano tensioni con i passeggeri. A questi problemi si aggiungono aggressioni, difficoltà di sosta ai capolinea e retribuzioni considerate insufficienti rispetto al costo della vita.

Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono di aggiornare i tempi di percorrenza, rafforzare gli ausiliari della sosta contro i veicoli che ostacolano gli autobus e riorganizzare alcune linee urbane in base alla frequenza. Tra le criticità segnalate figurano le linee 31 e 32, da tempo caratterizzate da problemi di regolarità.

Comune e Regione annunciano un nuovo confronto con l’azienda per valutare una sperimentazione che migliori puntualità e qualità del servizio, anche attraverso priorità semaforiche per i bus. Autolinee Toscane conferma il numero delle dimissioni, ma le considera fisiologiche nel ricambio del personale. La testimonianza di un conducente di 26 anni che ha lasciato Firenze evidenzia invece il peso combinato di stress, paura delle aggressioni e spese abitative sulla scelta di abbandonare il lavoro.

Fonte: Corriere Fiorentino, 6 ottobre 2026.