Il Comune di Firenze ha concluso la fase conoscitiva del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), affidata all’ingegner Stefano Ciurnelli, chiamato dall’amministrazione comunale a costruire il quadro tecnico che guiderà le future scelte sulla mobilità cittadina. Lo studio, sviluppato tra ottobre 2025 e giugno 2026, rappresenta una delle più articolate ricognizioni mai realizzate sulla mobilità fiorentina e costituirà la base del nuovo piano.

L’analisi integra oltre cento banche dati provenienti da più di venti enti e operatori, restituendo una fotografia dettagliata della domanda di mobilità, dell’offerta infrastrutturale e delle principali criticità del sistema urbano. Un approccio basato sui dati che segna un cambio di metodo rispetto ai tradizionali PGTU, orientando la pianificazione verso strumenti di monitoraggio continuo e aggiornamento dinamico.

Una città ancora fortemente dipendente dall’automobile

Il dato che emerge con maggiore evidenza riguarda il peso ancora predominante dell’auto privata: il 56% degli spostamenti avviene infatti con mezzi privati, contro il 27% del trasporto pubblico e il 17% della mobilità attiva, comprendente spostamenti a piedi e in bicicletta.

Lo studio evidenzia inoltre un elemento particolarmente significativo: quasi la metà degli spostamenti automobilistici è inferiore ai due chilometri, una distanza che, almeno potenzialmente, potrebbe essere trasferita verso modalità più sostenibili qualora fossero garantite adeguate condizioni di sicurezza, accessibilità e qualità dello spazio pubblico.

Anche gli spostamenti casa-scuola risultano estremamente brevi: il 74% è inferiore a un chilometro in linea d’aria, suggerendo un ampio margine di crescita per percorsi pedonali, ciclabili e iniziative di mobilità scolastica.

Il ruolo dei flussi provenienti dall’area metropolitana

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rapporto tra Firenze e il suo hinterland.

Ogni giorno attraversano lo Scudo Verde circa 324.000 veicoli e circa la metà proviene dall’esterno del territorio comunale. Il dato conferma come una parte consistente della congestione urbana sia generata dai flussi pendolari metropolitani e non possa quindi essere affrontata esclusivamente con interventi all’interno dei confini cittadini.

Per questo il futuro PGTU dovrà necessariamente coordinarsi con la pianificazione della Città Metropolitana, con il trasporto ferroviario regionale, le tramvie, i parcheggi scambiatori e le politiche di mobilità dei comuni limitrofi.

Incidenti, cantieri e gestione della rete

Lo studio dedica ampio spazio anche alla gestione operativa della viabilità.

Nel 2025 sono stati registrati 3.085 incidenti stradali con oltre 4.200 veicoli coinvolti, mentre ogni anno vengono emesse circa 10.000 ordinanze di modifica della circolazione, in larga parte legate a cantieri pubblici e lavori privati.

Il dato evidenzia quanto la mobilità urbana sia influenzata non solo dalle infrastrutture permanenti ma anche dalla gestione quotidiana della rete stradale, tema destinato ad assumere crescente importanza attraverso sistemi digitali di monitoraggio e coordinamento.

Le linee di sviluppo del nuovo Piano

Sulla base del quadro conoscitivo il Comune individua alcune direttrici strategiche:

  • rafforzamento del trasporto pubblico e completamento della rete tranviaria;
  • incremento degli spostamenti pedonali e ciclabili;
  • estensione delle Zone 30 e delle misure di moderazione del traffico;
  • gestione intelligente della mobilità attraverso strumenti digitali;
  • riorganizzazione della sosta;
  • sviluppo della logistica urbana sostenibile;
  • rafforzamento delle politiche di mobility management.

Si tratta di indirizzi ormai consolidati nelle principali città europee e coerenti con gli obiettivi di riduzione delle emissioni, miglioramento della sicurezza stradale e recupero dello spazio pubblico.

Le questioni aperte

Il quadro conoscitivo rappresenta una base tecnica solida, ma da solo non garantisce il successo del futuro PGTU.

La vera sfida sarà tradurre l’analisi dei dati in misure capaci di modificare concretamente i comportamenti di mobilità, riducendo la dipendenza dall’auto privata senza penalizzare accessibilità e competitività economica.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata ai flussi provenienti dall’area metropolitana, al potenziamento del trasporto pubblico, all’integrazione con il sistema ferroviario e alla realizzazione di parcheggi di interscambio realmente attrattivi.

Sarà inoltre importante accompagnare gli interventi infrastrutturali con strumenti di monitoraggio permanente, valutazione degli effetti e partecipazione dei cittadini, affinché il nuovo PGTU possa evolvere nel tempo sulla base di dati aggiornati e risultati misurabili.

Lo studio predisposto da Stefano Ciurnelli costituisce dunque un punto di partenza autorevole e metodologicamente avanzato. Il passaggio decisivo sarà ora la fase progettuale e politica, nella quale occorrerà trasformare il patrimonio conoscitivo raccolto in un sistema di interventi coerente, finanziabile e condiviso, capace di accompagnare Firenze verso una mobilità più sostenibile, sicura ed efficiente.

Fonte: Comune di Firenze – Presentazione del quadro conoscitivo del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU).