La crisi di AMT, l’azienda di trasporto pubblico di Genova, entra in una fase decisiva. Dopo la due diligence affidata a Price Waterhouse Coopers, la sindaca Silvia Salis, insieme al vicesindaco Alessandro Terrile, all’assessore alla Mobilità Emilio Robotti e al presidente di AMT Federico Berruti, ha illustrato un quadro finanziario allarmante: perdite stimate tra i 46 e i 74 milioni nel 2024, cui si sommano oltre 25 milioni di disavanzo al 31 agosto 2025. Una situazione che porta il conto a circa 100 milioni, la più grave nella storia dell’azienda.
Le criticità emergono soprattutto dal crollo della riscossione delle sanzioni (ferma al 3,5% contro l’8,4 milioni contabilizzati a bilancio) e dalla politica tariffaria che ha ridotto drasticamente i ricavi. Secondo Salis, “è arrivato il giorno della trasparenza e della responsabilità: i dati reali sono molto diversi da quelli comunicati in precedenza e fotografano un dissesto mascherato da poste contabili ottimistiche e da contributi straordinari ormai esauriti”.
Per tutelare continuità aziendale, lavoratori e servizi, il CdA di AMT presenterà al Tribunale l’istanza di apertura di un processo di composizione negoziata della crisi (art. 12 Codice crisi d’impresa), che consentirà misure protettive fino a 240 giorni. Nel frattempo, la Giunta comunale ha accantonato 8 milioni per rivedere il contratto di servizio, mentre si aprirà il confronto con Regione Liguria e altri soci per la ricapitalizzazione.
Sul fronte tariffario, la sindaca ha annunciato un cambio di rotta: la sperimentazione non ha funzionato e i ricavi da biglietti e abbonamenti non supereranno i 51 milioni contro i 73,5 previsti. Le nuove tariffe saranno legate all’Isee per garantire equità sociale, mentre saranno riviste le politiche di gratuità.
Salis ha ribadito la volontà di mantenere AMT pubblica, sottolineando che la soluzione non passa necessariamente dal mercato privato. “La nostra azienda è un valore e un patrimonio della città. Ora serve un piano industriale credibile basato su due leve: tariffe e contratto di servizio, adeguato ai costi reali”.
In prospettiva, l’amministrazione punta a rilanciare l’integrazione ferro-gomma, sfruttando il potenziamento del nodo ferroviario genovese e la collaborazione con Trenitalia, che ha sospeso l’ingiunzione di pagamento dei debiti pregressi.
La sindaca ha infine ringraziato il presidente Berruti e il nuovo CdA per l’“operazione verità” e ha annunciato l’appuntamento con la Corte dei Conti del 22 ottobre, chiamata a verificare responsabilità e omissioni della precedente gestione.