AMT Genova è in crisi di liquidità, con debiti urgenti verso fornitori e la necessità di coprire stipendi e TFR. La mancanza di fondi derivanti dalle multe e crediti inesigibili ha aggravato la situazione. Gli enti pubblici liguri hanno anticipato fondi tampone per salvare il servizio nel breve termine, mentre si lavora a un piano di rilancio con aumento di capitale e ristrutturazione. Intanto, il CdA si è dimesso e si attende il nuovo assetto societario.
- Debiti urgenti: l’azienda pubblica di trasporti deve saldare quasi 30 milioni di euro verso fornitori (pneumatici, ricambi, servizi), con somme scadute da settimane o mesi .
- Liquidità in affanno: non ci sono state ancora ingiunzioni ufficiali, ma i fornitori minacciano azioni legali se non venisse versata almeno la somma scaduta .
- Stipendi e TFR a rischio: servono fondi immediati per pagare lo stipendio di agosto, il TFR e le tasse. Il piano finanziario dettagliato è atteso per metà ottobre .
- Supporto pubblico temporaneo: Comune di Genova, Regione Liguria e Città Metropolitana anticiperanno circa 30 milioni di euro per evitare interruzioni del servizio almeno fino a fine estate .
- Ostaggi sulle multe non incassate: AMT ha accumulato oltre 30 milioni di multe non riscosse. Solo il 42 % è considerato esigibile; si valuta la cessione di parte di questi crediti a terzi per migliorare la liquidità .
- Nuovo piano di rientro: è in corso la definizione di un piano strutturale da approvare entro il 15 ottobre, che prevede anche un possibile aumento di capitale da 30–40 milioni da parte dei soci .
- Cambio al vertice: la presidente Ilaria Gavuglio e l’intero Cda hanno rassegnato le dimissioni. L’assemblea dei soci deciderà il governo societario nei prossimi giorni, con la sindaca Silvia Salis pronta a scegliere un nuovo CdA pubblico .
fonte: Repubblica