Un piano in 30 giorni per salvare Amt. Il collegio sindacale scrive al consiglio di amministrazione dell’Azienda partecipata del Comune in quanto “nell’ambito dell’attività di vigilanza ha rilevato elementi sintomatici di una crisi d’impresa”. Con un presunto buco tra 10 e 20 milioni, l’organo descrive «le criticità della rivelazione della crisi aziendale” – è scritto nel documento- che secondo il Collegio sono in primis due: il sistema di riscossione delle sanzioni e la politica commerciale di gratuità del servizio per under 14 e over 70.

«Per quanto riguarda il primo punto, nonostante sia ritenuto congruo il fondo rischi accantonato – scrivono i revisori –, è presente nella procedura adottata una condizione di incertezza rappresentata dalla lentezza del recupero crediti, tale da suggerire un livello di prudenza superiore alla previsione degli incassi». Riassumendo, erano state ipotizzate più entrate dalle multe rispetto a quelle che potevano in teoria essere riscosse.

L’altro elemento, cioè la politica commerciale di parziale gratuità del servizio, è definito dal collegio quello a cui “ riservare la massima attenzione”, in quanto “ la contrazione dei ricavi registrati in chiusura del bilancio 2024, ben al di sotto di quanto previsto dal budget, tale da non garantire l’equilibrio economico, comporta un’ipotesi di capitalizzazione dei costi che, tuttavia, dovrà essere affrontata rispettando tutti i principi contabili di legge”. L’organo di controllo, aggiunge che “una grande incognita è rappresentata dall’ammontare delle contribuzioni pubbliche con circa 13 milioni di euro attesi dal ministero dell’Ambiente oppure dai trasferimenti statali attraverso la Regione Liguria”, per cui gli amministratori hanno presentato “giustificazioni che non difettano di fantasia” come “non pagano da Roma”, “c’è un problema alla Spezia”, “l’importo non è stato approvato dalla giunta”, viene segnalato al Cda. Le conseguenze di questi elementi denunciati dal Collegio sono “sinonimi dello stato di crisi, di un peggioramento della posizione finanziaria netta che comporta un ricorso al credito comunque insufficiente per il regolare rispetto delle condizioni di pagamento pattuite con i fornitori”.

Tutto ciò ha indotto il consiglio di sorveglianza a “ richiedere provvedimenti urgenti per la situazione finanziaria dell’azienda”. “ Riguardano sia la consistenza numerica della forza lavoro e l’immaginabile portata delle conseguenze derivanti da una crisi aziendale, sia la valenza sociale del servizio, la cui eventuale contrazione per le difficoltà finanziarie avrebbe immediate conseguenze sull’utenza”, perché ovviamente senza liquidità non si può garantire il pagamento di tutti i turni. Fra gli elementi negativi evidenziati dal consiglio di amministrazione c’è il rischio di “ conseguenze determinanti sul patrimonio netto aziendale che, a nostro avviso, risulta in ogni caso insufficiente rispetto agli impegni e alla struttura dell’azienda”. Altro elemento riportato nel documento inviato al Cda alla base dello stato di crisi, “è la contrazione della marginalità operativa dell’attività aziendale, che non appare più sufficiente a garantire l’equilibrio economico e finanziario, configurando le caratteristiche di una perdita strutturale”.

Il quadro delineato è quello di una Amt in ginocchio. « Il sostegno alternativo alla ricapitalizzazione è attualmente rappresentato dall’incremento delle posizioni debitorie verso il sistema bancario, con il conseguente peggioramento della posizione finanziaria netta». Il Collegio Sindacale, conclude, invitando “formalmente il consiglio di amministrazione di Amt, a predisporre entro 30 giorni un piano di intervento idoneo ad affrontare tempestivamente la situazione di crisi», termina la segnalazione del collegio sindacale, che sarebbe arrivata dopo la convocazione della giunta Salis di una riunione, in cui la presidente Ilaria Gavuglio avrebbe rappresentato il rischio che l’azienda non disponga di liquidità per pagare gli stipendi di luglio.

La posizione dei sindacati

«La cosa che mi sorprende è la tempistica, perché il collegio sindacale interviene solo ora, quando questi problemi li denunciamo da mesi? » . Andrea Gamba, sindacalista Filt Cgil,è il primo ad aver lanciato l’allarme sulla tenuta dei conti di Amt. « L’ex vicesindaco Piciocchi nel consiglio comunale monotematico di aprile ci aveva rassicurato sulla situazione economica. Andava tutto bene, e i 12,5 milioni dal Ministero dell’Ambiente sarebbero dovuti arrivare ad aprile. Così non è stato. Anche la presidente Ilaria Gavuglio un mese fa in un incontro sindacale ci aveva tranquillizzati sulla tenuta del bilancio».

Una della cause dello squilibrio, è la nuova politica tariffaria, ha rilevato il Collegio. Il Comune ha prorogato fino al 30 settembre la gratuità riservata a under 14 e over 70 e quelle valide per i residenti nella città metropolitana su metropolitana e impianti speciali. « Regione e Comune devono intervenire rispettando due accordi sindacali e riempire il buco causato dalla sperimentazione. Non siamo disponibili a ragionare sul costo del lavoro, a pagare questa situazione non devono essere i dipendenti.Inoltre, l’Azienda deverimanere in mano pubblica».

Gamba ritorna sul tema gratuità. « Va rivista o al massimo tolta perché l’Azienda non se la può permettere. Bisogna tenere conto del contesto sociale e del reddito. Deve essere legata all’Isee, perché c’è chi prende una pensione di 2000 euro e chi di 500 e non sa come tirare avanti, oppure una famiglia che non ha problemi economici e il figlio viaggia gratis». L’Azienda se non presenta un piano di risanamento rischia il crack, e comunque in caso di ricapitalizzazione deve presentare un piano aziendale solido.

La posizione dell’amministrazione

«IL concetto è semplice: chi ci ha preceduto ha usato i conti di Amt per fare propaganda politica, e questi sono i risultati ». È durissimo e (soprattutto) politico, più che prettamente tecnico, il punto di Silvia Salis sul nodo Amt. Nel giorno dell’allarme del collegio sindacale sulla situazione finanziaria della partecipata comunale, la neo sindaca mette in fila i temi dell’emergenza nel suo ufficio di rappresentanza di Palazzo Tursi, insieme al vice Alessandro Terrile. È con lui che mette a fuoco il dato simbolo del caso. «Già a gennaio, era chiaro il costo della gratuità del servizio: la nuova politica tariffaria, tra 2023 e 2024, ha portato a una calo sui ricavi da biglietti e abbonamenti di 8 milioni circa – riassume Terrile – Lo sapeva l’azienda, evidentemente lo sapeva anche il Comune, ma c’è chi ha cercato di tenerlo nascosto. Forse perché c’era la campagna elettorale alle porte?». Dopo mesi di battaglia politica sul tema, sull’sos Amt il vicesindaco ammette di non essersi «stupito più di tanto, anche se quelli che ieri erano dei dubbi. oggi diventano tragiche realtà » . C’erano « i dubbi della società di revisione in sede di approvazione dell’ultimo bilancio » , mancava « una vera analisi economica delle politiche di gratuità», rimanevano «solo ipotetiche » le formule avanzate per pareggiare il bilancio. Anche la scelta dell’ufficio Partecipate del Comune di rinviare al mittente la previsione triennale di Amt, a marzo, avrebbe dovuto suonare come un segnale chiaro. «Fatto sta che la reale situazione è stata tenuta nascosta, e che come spesso accade ora tocca al centrosinistra riparare i danni della finanza allegra del centrodestra » , punge il vicesindaco con delega alle Partecipate.

La situazione è a dir poco complessa, perché ora l’amministrazione comunale dovrà capire quali sono i margini di manovra per salvare dal baratro l’Azienda, che la sindaca Salis ha ribadito deve restare pubblica, salvaguardando i posti di lavoro. Certo è, che i turni sono stati tagliati e se Amt dovesse ancora ricorrere agli straordinari, la situazione peggiorerebbe ancora.

fonte: Repubblica