Il futuro di Amt, l’azienda del trasporto pubblico genovese, resta al centro del dibattito politico e sindacale. Nel confronto a Tursi tra la giunta comunale, guidata dalla sindaca Silvia Salis, e le organizzazioni sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal), sono emerse alcune linee di indirizzo: la conferma della proprietà pubblica dell’azienda, la ricerca di soluzioni per superare la carenza di liquidità e l’impegno ad avviare nuove assunzioni entro la fine del 2025, considerate indispensabili per rafforzare il servizio.

Il nodo principale riguarda la gratuità del trasporto pubblico, introdotta negli anni scorsi e ora messa in discussione per ragioni di sostenibilità economica. La giunta ha ribadito la volontà di salvaguardare almeno le agevolazioni per alcune fasce di utenti, ma i sindacati avvertono: senza compensazioni finanziarie adeguate da parte di Regione e Città Metropolitana, la politica tariffaria rischia di aggravare ulteriormente i conti dell’azienda.

La crisi di Amt è legata soprattutto al ritardo nell’arrivo dei 12,5 milioni di euro di fondi ministeriali, che dovrebbero essere anticipati tramite la Regione o la Città Metropolitana. Nel frattempo, la società deve fare i conti con una forte tensione di cassa. «Il nostro obiettivo non è ridurre il servizio – ha dichiarato la sindaca – ma rilanciarlo grazie a nuovo personale. Nel frattempo stiamo lavorando a un piano di rientro con i partner esterni per tornare in acque più tranquille».

Dal fronte sindacale arriva intanto il monito a non scaricare la crisi sul lavoro: «Siamo contrari a qualsiasi piano industriale che preveda tagli al costo del personale – sottolineano le sigle –. Senza nuove assunzioni sarà impossibile garantire i livelli di servizio attuali».

In attesa dell’assemblea dei soci che dovrà nominare il nuovo CdA e il presidente – tra i nomi più probabili ci sono Federico Berruti, ex sindaco di Savona, insieme a manager con esperienza nel settore come Chicco Franchini, Ilaria Fadda e Ivana Toso – Amt resta sospesa tra emergenze immediate e la necessità di un piano di risanamento quinquennale, che difficilmente sarà operativo prima di novembre.

Il destino della gratuità del TPL resta quindi incerto: la nuova giunta intende difenderla, ma con la consapevolezza che serviranno correttivi e risorse certe per non compromettere la sostenibilità del sistema.

fonte: Repubblica