Il trasporto pubblico diventa un mezzo per esplorare le periferie e le persone che vi abitano, le loro diverse origini e provenienze, con un particolare sguardo verso la situazione delle donne.

Lo fa THE OTHER DIRECTION un progetto di ricerca artistica e sociale che esplora le domande urgenti del nostro tempo attraverso l’ascolto, il movimento e lo spazio urbano, indagando all’interno del microcosmo dell’autobus n. 1 di Genova – una delle linee più antiche e simboliche della città – ascoltando le voci delle donne a bordo, voci troppo spesso inascoltate nello spazio pubblico. Collegando il centro storico a Voltri, la linea attraversa l’intero ponente genovese, un territorio profondamente trasformato nell’ultimo secolo dallo sviluppo urbano, dagli insediamenti industriali, dalle ondate migratorie e dai processi di deindustrializzazione. In questo contesto complesso e in continua evoluzione, il progetto propone un viaggio fisico e simbolico: quello delle donne che ogni giorno percorrono questa linea. Le loro storie personali – spesso invisibili, taciute o trascurate – si intrecciano anche in una storia di donne e del territorio e diventano materia viva dell’opera.

Per un anno intero, l’artista visiva Franziska Greber e l’autrice e regista Laura Sicignano hanno viaggiato sull’autobus n. 1, raccogliendo testimonianze, immagini, osservazioni. Il mezzo pubblico si trasforma così in un osservatorio mobile, un microcosmo che riflette le stratificazioni sociali della città, le sue fratture e trasformazioni.

Un tempo zona nobiliare e borghese, con ville e giardini, il Ponente è stato destinato nel secolo scorso a funzioni portuali e industriali. La deindustrializzazione degli anni Ottanta ha avviato nuove dinamiche migratorie: dopo l’arrivo di cittadini dal Sud Italia, si sono insediate comunità provenienti dal Sud America, Nord Africa, Europa dell’Est, Pakistan e Bangladesh. Oggi il paesaggio umano è composito, vivo, attraversato da tensioni ma anche da interessanti esperienze di convivenza.

Cuore del progetto sono le voci di sette donne di diverse generazioni e culture, residenti da lungo tempo o appena arrivate – raccolte nel corso di viaggi e dialoghi.

La scelta di dare voce alle donnenasce dalla sensibilità condivisa e dall’intento comune delle due artiste: rendere visibili e udibili esperienze che nello spazio pubblico restano troppo spesso ignorate, offrendo rappresentazione a soggettività raramente ascoltate.

«Abbiamo cercato dilasciare che le storie emergessero nella loro fragilità e forza, nel rispetto delle singolarità. L’ascolto e la fiducia, in questo senso, diventano gesti politici e spazi poetici: una sospensione del giudizio per accogliere l’altra nel suo tempo e nella sua voce».

 «Interrogarci su ciò che vediamo e su ciò che scegliamo di non vedere significa riflettere sulla natura stessa dello sguardo. Abbiamo tentato un gesto di rovesciamento simbolico: decentrare lo sguardo, per abitare la periferia della città e rivelarne le geografie invisibili».

Inaugura venerdì 27 giugno e rimarrà visitabile fino al 13 luglio negli spazi del Munizioniere di Palazzo Ducale la mostra realizzata da Franziska Greber e Laura Sicignano. La mostra si articola in diverse installazioni che raccontano – e rendono esperibile – il viaggio urbano e personale sul bus n.1, suggerendo ai visitatori riflessioni sul rapporto tra centro e periferia. Un tappeto rosso guida il visitatore oltre porte di autobus inaccessibili e obliteratrici verso sette ritratti video di donne proiettati su grandi teli, accompagnati da loro testi su leggii musicali.

I quartieri attraversati sono evocati non solo visivamente ma anche attraverso gli odori, raccolti da donne del territorio e conservati in un cumulo di sacchetti. Vetri rotti indicano possibili vie di fuga.

Tra interviste a esperti come Luca Borzani e Luisa Stagi e materiali d’archivio della biblioteca del Centro Studi Medì, il percorso conduce a un’installazione realizzata con sedili di autobus e centinaia parole sui temi della mostra, a cui il pubblico è invitato ad aggiungere le proprie.

In una stanza buia, 500 fotografie di donne sul bus n.1 affiancano installazioni sonore che restituiscono i suoni e le musiche ascoltate durante il tragitto notturno del bus n.1.

Franziska Greber nel campo delle arti visive e Laura Sicignano a teatro, sono impegnate da molti anni sui temi dei diritti e della storia delle donne.