Un piano di rientro quinquennale per pagare i fornitori e un percorso di riequilibrio del bilancio entro il 2026: è questa la strategia delineata per Amt Genova, emersa dall’incontro tra la sindaca Silvia Salis, il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessore ai Trasporti Emilio Robotti e i rappresentanti sindacali di Faisa Cisal, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.

Gli stipendi di novembre sono stati messi in sicurezza grazie a 14,8 milioni di euro versati da Comune (7,8) e Città Metropolitana (7), ma per dicembre serviranno altri 16 milioni, di cui 12 dovrebbero arrivare dalla Regione Liguria, mentre restano incerti i restanti 4.

Il piano, elaborato dall’esperto Giovanni Mottura nell’ambito della composizione negoziata della crisi, prevede una dilazione dei debiti in 60 mesi e l’avvio di un percorso di risanamento complessivo. L’assemblea dei soci è fissata per il 24 novembre, seguita il 28 dall’omologa del Tribunale, che renderebbe ufficiale l’accordo.

Nel frattempo, Amt inizierà a pagare una parte delle fatture scadute, mentre un’altra quota verrà rateizzata. La crisi, però, resta grave: i mezzi sono vecchi, mancano pezzi di ricambio e autisti, e i turni sono già stati ridotti.

I sindacati chiedono un intervento deciso della Regione, sottolineando che per chiudere la composizione negoziata serviranno 42 milioni di liquidità. Il piano di risanamento punta inoltre a recuperare 9,5 milioni dalle nuove tariffe e 55 milioni dalla revisione dei contratti di servizio con Città Metropolitana, Comuni e Regione.

Una nota positiva arriva dal fronte delle tariffe: nei primi giorni della nuova politica, sono già stati venduti 1.500 abbonamenti over 70, per un incasso di 200 mila euro.

Fonte: Repubblica