Il bike sharing free floating è in forte crescita a Genova, ma con l’aumento delle biciclette e degli operatori si moltiplicano anche i mezzi lasciati in luoghi impropri: sui marciapiedi, sotto le pensiline degli autobus, davanti ai passi carrabili o vicino ai cassonetti. Parcheggi che possono ostacolare il passaggio e creare problemi soprattutto a pedoni e persone con disabilità.

Il servizio è stato avviato nell’aprile 2025 dalla startup genovese Bike Boom con appena 15 biciclette, diventate in poco tempo circa 500. Successivamente sono arrivati altri operatori, tra cui Lime, Voi e Dott, mentre è atteso l’ingresso di RideMovi. La concorrenza ha favorito l’espansione del servizio, ma anche l’adozione generalizzata del modello senza stazioni fisse.

Cesare Retz, cofondatore di Bike Boom, spiega che inizialmente l’azienda imponeva il parcheggio negli spazi dedicati e prevedeva sanzioni per gli utenti scorretti. L’arrivo delle multinazionali concorrenti avrebbe però spinto la startup ad allentare le regole e ad ampliare il free floating anche nelle zone meno centrali, per non perdere competitività.

Bike Boom assicura comunque controlli quotidiani, con squadre operative anche nelle ore notturne. Su ogni bicicletta è riportato un numero telefonico e, in caso di segnalazione, il mezzo viene recuperato e ricollocato. Resta invece difficile individuare e sanzionare direttamente chi ha effettuato il parcheggio irregolare.

Il Comune sta valutando nuove misure: più rastrelliere, regole uniformi per tutti gli operatori e l’impiego dell’intelligenza artificiale per verificare, attraverso una fotografia, il corretto posizionamento delle biciclette al termine del noleggio. In una prima fase l’Amministrazione punta soprattutto sulla sensibilizzazione e sulla diffusione delle buone pratiche.

La crescita del bike sharing rappresenta un’opportunità per la mobilità sostenibile genovese, ma richiede una gestione più ordinata dello spazio pubblico. Comune e operatori dovranno garantire che l’espansione del servizio non avvenga a scapito dell’accessibilità e della sicurezza dei pedoni.

Fonte: la Repubblica, edizione di Genova, 12 agosto 2026.