Lo studio del Politecnico di Milano, presentato a Palazzo Tursi, individua nella funivia urbana la soluzione più sostenibile, proporzionata ed efficiente per rispondere alla domanda di mobilità della Val Bisagno. L’analisi, basata su dati aggiornati 2023-2025 (flussi veicolari, utilizzo del trasporto pubblico e dati da telefonia mobile), stima circa 146mila spostamenti giornalieri, con forti criticità nella bassa valle e nell’area di Brignole.

Dallo studio emerge che la domanda di trasporto pubblico, pari a circa 1.600 passeggeri/ora per direzione nelle ore di punta, non giustifica infrastrutture ad alta capacità come metro leggera o Skymetro, considerate sovradimensionate rispetto ai reali fabbisogni.

Tra le alternative analizzate:

  • il BRT (Bus Rapid Transit) garantisce buona copertura ma soffre interferenze con il traffico e limiti di velocità e affidabilità;
  • il tram richiederebbe interventi infrastrutturali complessi (anche sull’alveo del Bisagno), con costi elevati stimati tra 230 e 280 milioni;
  • la funivia urbana risulta invece più coerente con la domanda, meno impattante e più flessibile nel tempo.

Il progetto della funivia prevede un tracciato di 6,5 km tra Molassana e Brignole, con 8 fermate e forte integrazione con metropolitana e ferrovia. La capacità stimata varia tra 1.200 e 1.800 passeggeri/ora per direzione, con servizio continuo e tempi di attesa quasi nulli. I costi sono stimati tra 140 e 160 milioni di euro, con tempi di realizzazione più contenuti (circa 2 anni).

Rispetto allo Skymetro, la funivia risulta meno veloce durante il viaggio (18 minuti contro 11), ma più accessibile e con minori tempi complessivi grazie all’assenza di attesa e a una migliore distribuzione delle fermate. Anche i costi risultano nettamente inferiori (580 milioni per lo Skymetro), così come quelli di gestione.

Lo studio evidenzia inoltre il potenziale della funivia come leva di riqualificazione urbana, con interventi previsti attorno alle stazioni (Marassi, Staglieno, Sciorba, Molassana), e possibili sviluppi futuri verso altre aree della valle.

La sindaca Silvia Salis ha sottolineato che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva: il progetto sarà oggetto di confronto con il Consiglio comunale e con i cittadini, nell’ambito di un percorso partecipato. L’obiettivo dichiarato è individuare una soluzione tecnicamente solida, sostenibile e con il minimo impatto sul territorio, in grado di migliorare concretamente accessibilità e qualità urbana.