Genova, in Amt si torna ad assumere: il Comune valuta nuovi ingressi per garantire il servizio
In Amt si riapre il capitolo delle assunzioni dopo l’uscita di oltre 60 lavoratori tra giugno e dicembre 2025. Il Comune di Genova si è impegnato a verificare entro gennaio la possibilità di nuove assunzioni, in attesa dell’approvazione della Relazione Previsionale Aziendale, con l’obiettivo di garantire il livello di servizio del trasporto pubblico.
Il tema è stato affrontato in un incontro a Palazzo Tursi tra i sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal) e gli assessori Alessandro Terrile ed Emilio Robotti. Al termine è stato sottoscritto un verbale che definisce i prossimi passaggi per il futuro della partecipata. La riduzione di 64 autisti ha però acceso l’allarme delle organizzazioni sindacali, che chiedono interventi urgenti.
Il vicesindaco Terrile ha sottolineato la necessità di accelerare le manutenzioni dei mezzi fermi e di procedere ad assunzioni che compensino il personale in uscita. La ripresa dei pagamenti ai fornitori, avviata a novembre, dovrebbe favorire il ritorno in servizio dei bus. Sul fronte delle assunzioni, tuttavia, restano i vincoli legati alla situazione finanziaria dell’azienda: pur essendoci una graduatoria con 38 autisti pronti all’inserimento, senza una relazione previsionale annuale in equilibrio le assunzioni non possono partire.
Nel confronto è stato ribadito anche l’impegno del Comune a lavorare con Regione Liguria e Anci per ottenere un incremento strutturale del Fondo Nazionale Trasporti e a reperire ulteriori risorse pubbliche per il trasporto pubblico locale. Il Comune ha già stanziato 7,8 milioni di euro per Amt nel 2025 e accantonato altri 15 milioni per il 2026.
Il nodo centrale resta la revisione della parte economica dei contratti di servizio con la Città Metropolitana. La sotto-compensazione rispetto ai costi sostenuti è considerata una delle cause principali dello squilibrio finanziario dell’azienda, con una cifra in discussione stimata tra i 20 e i 24 milioni di euro annui. I sindacati chiedono assunzioni rapide e una riorganizzazione del servizio, segnalando che oggi non viene erogato circa il 6% dell’offerta e che continuano a saltare numerose corse.
Fonte: la RepubblicaIn Amt si riapre il capitolo delle assunzioni dopo l’uscita di oltre 60 lavoratori tra giugno e dicembre 2025. Il Comune di Genova si è impegnato a verificare entro gennaio la possibilità di nuove assunzioni, in attesa dell’approvazione della Relazione Previsionale Aziendale, con l’obiettivo di garantire il livello di servizio del trasporto pubblico.
Il tema è stato affrontato in un incontro a Palazzo Tursi tra i sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal) e gli assessori Alessandro Terrile ed Emilio Robotti. Al termine è stato sottoscritto un verbale che definisce i prossimi passaggi per il futuro della partecipata. La riduzione di 64 autisti ha però acceso l’allarme delle organizzazioni sindacali, che chiedono interventi urgenti.
Il vicesindaco Terrile ha sottolineato la necessità di accelerare le manutenzioni dei mezzi fermi e di procedere ad assunzioni che compensino il personale in uscita. La ripresa dei pagamenti ai fornitori, avviata a novembre, dovrebbe favorire il ritorno in servizio dei bus. Sul fronte delle assunzioni, tuttavia, restano i vincoli legati alla situazione finanziaria dell’azienda: pur essendoci una graduatoria con 38 autisti pronti all’inserimento, senza una relazione previsionale annuale in equilibrio le assunzioni non possono partire.
Nel confronto è stato ribadito anche l’impegno del Comune a lavorare con Regione Liguria e Anci per ottenere un incremento strutturale del Fondo Nazionale Trasporti e a reperire ulteriori risorse pubbliche per il trasporto pubblico locale. Il Comune ha già stanziato 7,8 milioni di euro per Amt nel 2025 e accantonato altri 15 milioni per il 2026.
Il nodo centrale resta la revisione della parte economica dei contratti di servizio con la Città Metropolitana. La sotto-compensazione rispetto ai costi sostenuti è considerata una delle cause principali dello squilibrio finanziario dell’azienda, con una cifra in discussione stimata tra i 20 e i 24 milioni di euro annui. I sindacati chiedono assunzioni rapide e una riorganizzazione del servizio, segnalando che oggi non viene erogato circa il 6% dell’offerta e che continuano a saltare numerose corse.
Fonte: la Repubblica