Genova prova a colmare il divario rispetto agli obiettivi europei su mobilità e sicurezza stradale con una serie di proposte contenute nel dossier di Legambiente “Genova e il divario 2030 – dove siamo e cosa manca”. Il rapporto evidenzia una situazione ancora critica, ma indica anche le misure necessarie per rendere la mobilità urbana più sostenibile, sicura e inclusiva.
Tra le proposte principali ci sono l’introduzione di sensori sui mezzi pesanti per evitare incidenti con pedoni e ciclisti, la creazione di zone a traffico 30 nei quartieri più a rischio, l’ipotesi di un pedaggio per le auto nel centro città e l’aumento delle corsie preferenziali per incentivare il trasporto pubblico.
Uno dei dati più preoccupanti riguarda la sicurezza stradale: oggi si registrano 8,7 incidenti con morti e feriti ogni 1.000 abitanti, mentre l’obiettivo europeo è scendere a 2 entro il 2030. Negli ultimi cinque anni quattro incidenti mortali hanno coinvolto mezzi pesanti e utenti vulnerabili. Per questo le associazioni chiedono sensori, radar e telecamere sui tir per eliminare gli angoli ciechi.
Il dossier evidenzia anche altri ritardi: a Genova ci sono 47 auto ogni 100 abitanti (che dovrebbero scendere a 35), solo 8,3 metri quadrati di aree pedonalizzate ogni 100 abitanti e appena 11 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili, molto sotto la media delle città più virtuose. Anche l’uso del trasporto pubblico dovrà crescere, passando da 300 a circa 400 viaggi annui per abitante. L’obiettivo indicato dal Comune resta quello di arrivare entro il 2030 a una mobilità più sostenibile e sicura.
Fonte: la Repubblica