Duro scontro sul definanziamento del Fondo unico per il trasporto rapido di massa. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il governo avrebbe sottratto 145 milioni di euro destinati a metropolitane, tram e mobilità urbana per finanziare il nuovo decreto sulle accise e misure legate al trasporto privato.
A contestare la scelta è l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, che definisce il provvedimento “un controsenso sulle politiche della mobilità”. Secondo Patanè, gli 80 milioni previsti per il rinnovo del contratto del trasporto pubblico locale non compensano i tagli: “Il saldo per le città italiane è meno 145 milioni”.
Nel mirino ci sono opere considerate strategiche per il trasporto rapido di massa, tra cui il piano tranviario di Roma, il prolungamento della Metro C verso Farnesina e il rinnovo del materiale rotabile. Ma le criticità riguarderebbero anche altre città come Milano, Napoli, Torino, Palermo e Brescia.
L’assessore ricorda inoltre che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non avrebbe ancora stanziato risorse per l’“avviso 3” dedicato al trasporto rapido di massa, nonostante i Comuni abbiano presentato progetti per circa 18 miliardi di euro. Da qui l’appello al Parlamento affinché, durante la conversione del decreto, vengano ripristinate le risorse per le infrastrutture di trasporto pubblico urbano.
Fonte: Repubblica
Clean Cities Italia ha commentato la notizia con una nota stampa:
“Con l’ultima legge di bilancio il governo Meloni era già riuscito nel capolavoro di tagliare il Fondo Nazionale Trasporti, da tempo sottofinanziato e indebolito da anni di inflazione a doppia cifra. Ora è stato compiuto il passo logico successivo, andando a prelevare direttamente risorse dai fondi già allocati per la realizzazione di infrastrutture di TPL per finanziare la scellerata sospensione delle accise.
Come rete di associazioni che si battono per una mobilità urbana a misura di persone, denunciamo l’assurdità e regressività di una misura che ridurrà ulteriormente la libertà di movimento degli italiani, sempre più costretti a muoversi con automobili inquinanti ed esposte alle fluttuazioni imprevedibili del prezzo alla pompa di benzina. Mentre il taglio delle accise avrà ancora una volta un effetto pressoché nullo sul portafogli di chi guida, questo ennesimo taglio alle risorse per il trasporto pubblico non farà che aggravare la posizione delle città, che stanno cercando di ampliare, per la prima volta da decenni, l’offerta di TPL per i cittadini.
Come abbiamo documentato nel nostro recente rapporto “Mind The Gap”, la lista degli investimenti non più procrastinabili da inserire in legge di bilancio, pescando dalle tante spese folli – dalla Difesa al Ponte sullo Stretto – si allunga: servono almeno tre miliardi di euro in più all’anno per ripristinare i livelli di finanziamento del Fondo Nazionale Trasporti oltre a un piano di finanziamento per il terzo bando Trasporto Rapido di Massa del maggio 2025, cui sono pervenuti progetti per un valore complessivo di 18 miliardi.
A segnalare questa emergenza, nel silenzio assordante del governo, non sono solo le associazioni come Clean Cities, ma le stesse associazioni di categoria del settore, i sindacati, i Comuni. Non possiamo più aspettare: anche gli italiani hanno il diritto di spostarsi con un trasporto pubblico efficace e capillare, proprio come gli abitanti di Varsavia, Praga e Madrid, oggi città leader in Europa”.