Il 22° Rapporto sulla mobilità degli italiani di Isfort conferma la forte dipendenza dell’Italia dall’automobile come mezzo principale di spostamento quotidiano, nonostante la maggior parte degli spostamenti si collochi entro distanze (entro 10 chilometri) facilmente percorribili con mezzi alternativi come bici, trasporto pubblico o a piedi. 

Punti chiave della sintesi

  • Mobilità a corto raggio, ma in auto: l’81,3% degli spostamenti avviene entro 10 km e quasi tre quarti dentro i confini urbani, ma il 60,8% degli spostamenti continua a essere fatto in automobile nel primo semestre del 2025.  
  • Scarsa intermodalità: l’uso combinato di diversi mezzi di trasporto è fermo al 2,8%, meno della metà rispetto a pochi anni fa, riflettendo la mancanza di collegamenti coordinati e servizi integrati.  
  • Parco auto elevato e anziano: l’Italia conta oltre 41 milioni di auto in circolazione, con un tasso di oltre 70 auto ogni 100 abitanti, e un quarto dei veicoli ha più di 20 anni, con impatti negativi su emissioni e costi di gestione.  
  • Costi elevati per le famiglie: mantenere un’auto costa in media 334 euro al mese, con un impatto economico annuo di oltre 105 miliardi di euro, aggravando la dipendenza soprattutto tra i nuclei a reddito basso.  
  • Esempi positivi: iniziative come Bologna Città 30 mostrano benefici tangibili (es. riduzione delle emissioni e maggiore sicurezza stradale), indicando che politiche coordinate possono favorire transizioni di mobilità più sostenibili.  

In sintesi, il Rapporto Isfort evidenzia che l’Italia resta un Paese costruito attorno all’automobile. Per rendere realmente sostenibile la mobilità, serve ripensare infrastrutture, servizi e politiche integrate che rendano alternative come il trasporto pubblico, la ciclabilità e l’intermodalità vere scelte quotidiane per le persone.