In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il Centro Studi di AutoScout24 ha diffuso un’analisi sul parco auto circolante in Italia, elaborata su dati ACI. Il quadro che emerge è quello di un Paese in transizione, ma ancora a due velocità: crescono le auto ibride e le vetture Euro 6, mentre resta molto ampia la quota di veicoli vecchi e più inquinanti ancora in circolazione.

Nel 2025 in Italia circolano circa 41,7 milioni di autovetture. Tra il 2020 e il 2025 il dato più significativo riguarda le ibride, aumentate del 573,2%: la loro quota è passata dall’1,4% all’8,7% del parco auto nazionale. Anche le auto Euro 6 sono cresciute in modo rilevante, arrivando al 41,8% del totale, contro il 26,2% di cinque anni prima. Le elettriche pure, però, restano ancora marginali, con una quota ferma allo 0,9%.

Il principale nodo resta l’età del parco circolante. In Italia ci sono ancora quasi 17,6 milioni di vetture Euro 4 o inferiori, pari al 42% del totale, e oltre 4,2 milioni di auto Euro 0-1. Inoltre più di quattro vetture su dieci hanno almeno 15 anni: si tratta di oltre 18,2 milioni di veicoli. Secondo l’analisi, mantenendo gli attuali ritmi di radiazione e ricambio, per arrivare a un parco composto solo da Euro 6, ibride ed elettriche servirebbero più di 15 anni.

Per accelerare la transizione, AutoScout24 sottolinea la necessità di incentivi non limitati al nuovo, ma estesi anche all’usato a basse emissioni: Euro 6, ibride ed elettriche. Il costo di acquisto resta infatti uno dei principali fattori che condizionano la sostituzione dell’auto, soprattutto per le famiglie. Il tema riguarda anche la distinzione tra veicoli storici di reale interesse collezionistico e auto semplicemente vecchie, spesso usate ogni giorno, meno sicure e più inquinanti.

La fotografia regionale mostra differenze molto marcate. Le elettriche superano il 2% solo in Trentino-Alto Adige, dove raggiungono il 3,3%, e in Valle d’Aosta, al 2,1%. Le ibride sono più diffuse in Valle d’Aosta, con il 23,8%, in Trentino-Alto Adige, con il 22%, e in Toscana, con il 13,6%. All’opposto, le quote più basse si registrano in Molise, Sicilia e Campania.

Anche sulle classi emissive il divario territoriale è evidente. Le percentuali più alte di auto Euro 0-4 si trovano in Calabria, Sicilia e Campania, rispettivamente con il 59,3%, il 58,5% e il 57,6% del parco circolante. Le quote più elevate di Euro 6 si registrano invece in Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Toscana e Lombardia. Il dato conferma che il rinnovo del parco auto è anche una questione sociale e territoriale: senza strumenti economici accessibili, la transizione rischia di procedere in modo diseguale.