Le città sono oggi il principale laboratorio delle politiche per la sostenibilità, la salute e la qualità della vita. In questo contesto, il pedone torna ad assumere un ruolo centrale non solo come soggetto da tutelare, ma come parametro guida per valutare l’equità e l’efficacia delle politiche urbane.

È quanto emerge dal Policy Brief A piede libero: la città vista dal marciapiede, curato da Beatrice Ala e Valerio Vinco per la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), che analizza la camminabilità del Comune di Roma secondo i principi della Città dei 15 minuti Brief2025-02.

Servizi vicini, ma non per tutti

Lo studio misura l’accesso pedonale a servizi essenziali – scuole, supermercati, parchi, biblioteche, fermate del trasporto pubblico su ferro – evidenziando un quadro fortemente disomogeneo.
Se circa l’80% dei residenti può raggiungere supermercati e luoghi di socialità entro 15 minuti a piedi, la situazione peggiora sensibilmente per servizi ad alto valore sociale e ambientale: solo metà della popolazione ha accesso a un parco in questo intervallo di tempo, mentre oltre il 50% dei romani non raggiunge una biblioteca se non dopo più di 30 minuti di cammino.

Trasporto pubblico e disuguaglianze territoriali

Ancora più critico è il tema dell’accesso al trasporto pubblico veloce. Meno del 40% degli abitanti di Roma vive a meno di 15 minuti a piedi da una fermata di metro o tram, mentre oltre il 40% supera la mezz’ora. Quartieri densamente popolati restano quindi strutturalmente penalizzati, con effetti diretti sulla dipendenza dall’auto privata e sull’esclusione territoriale.

Le nuove tramvie: impatto limitato sulla camminabilità

L’analisi delle nuove linee tranviarie finanziate dal Comune mostra che solo la Termini–Vaticano–Aurelio incide in modo significativo sull’accessibilità pedonale, servendo aree oggi quasi prive di trasporto su ferro. Le altre tramvie svolgono prevalentemente una funzione di rammaglio delle reti esistenti, senza colmare le principali lacune di accesso.

Una questione di pianificazione urbana

Il lavoro FEEM rafforza una evidenza chiave per le politiche di mobilità sostenibile: senza una pianificazione che integri trasporto pubblico, prossimità dei servizi e qualità dello spazio pubblico, la città dei 15 minuti resta un obiettivo parziale. Mettere il pedone al centro significa agire su equità, salute, clima e diritto alla città, andando oltre la sola realizzazione di nuove infrastrutture.