La metropolitana di Torino festeggia vent’anni di servizio. Inaugurata il 4 febbraio 2006, è stata la prima metropolitana automatica d’Italia e uno dei simboli della trasformazione post-industriale della città. Un’opera imponente: quasi 2 miliardi di euro di investimento, 15 chilometri di linea (destinati a diventare 18), oltre 635 milioni di passeggeri trasportati in due decenni e un impatto significativo sul traffico, con una riduzione dei flussi veicolari fino al 42% lungo corso Francia.

Accanto ai primati, però, emergono criticità evidenti. Solo nel 2025 si sono registrati 110 disservizi, circa dieci al mese, con una quota rilevante legata a cause esterne ma anche con interruzioni prolungate che hanno inciso sulla fiducia degli utenti. Emblematico il caso della scala mobile della stazione Pozzo Strada, ferma per oltre 700 giorni tra il 2023 e il 2025, diventata simbolo di una manutenzione percepita come lenta e inefficace.

Le difficoltà hanno alimentato tensioni politiche e portato, nell’aprile 2025, all’uscita dell’amministratrice delegata di Gtt Serena Lancione, sostituita da Guido Mulè con il compito di ristabilire affidabilità e accelerare la manutenzione, evitando nuove chiusure estive della linea. Sullo sfondo restano problemi strutturali: carenza di personale, età media elevata e cantieri diffusi.

Nonostante le polemiche, la metro resta un’infrastruttura centrale per la mobilità torinese. Il sindaco rilancia puntando sull’avvio dei lavori della Linea 2 nel 2026, mentre la Linea 1 continua a rappresentare, a vent’anni dall’inaugurazione, una scommessa vinta ma ancora incompiuta, frutto di un sogno inseguito dalla città per quasi un secolo.

Fonte: Corriere della Sera