Una nuova indagine dell’ADEME — Agence de la transition écologique, l’Agenzia francese per la transizione ecologica — analizza per la prima volta in modo sistematico come si muovono i bambini in tutta la Francia, includendo i territori d’oltremare (DROM) spesso trascurati nelle ricerche nazionali.

Dallo studio emerge un quadro dominato dall’auto: il 90% delle famiglie possiede almeno una vettura e un terzo degli alunni la usa ogni giorno per andare a scuola; nei DROM la quota sale al 54%. Camminare resta l’opzione più praticata, ma coinvolge meno della metà dei bambini; la bicicletta, pur presente nell’85% delle case, è usata quasi solo per gioco. I trasporti pubblici diventano rilevanti soltanto dalla scuola media.

Preoccupante il dato sull’autonomia: i primi spostamenti da soli avvengono oggi in media a 11,6 anni, un anno più tardi rispetto ai genitori. In quinta elementare solo il 9% dei bambini va a scuola senza adulti; il 36% in prima media. Le paure dei genitori — soprattutto sulla sicurezza stradale — e gli stereotipi di genere condizionano fortemente la libertà di movimento dei figli.

Lo studio evidenzia inoltre forti disuguaglianze sociali e territoriali: infrastrutture carenti, marciapiedi stretti, assenza di piste ciclabili e trasporti poco accessibili spingono verso l’uso dell’auto e riducono l’autonomia dei bambini.

Per cambiare rotta servono politiche integrate: educazione alla mobilità attiva (come il programma francese Savoir rouler à vélo), zone 30 attorno alle scuole, attraversamenti sicuri, piste ciclabili protette e trasporti pubblici più adatti ai minori.

La mobilità dei bambini non è un tema privato: riguarda salute, equità sociale, sicurezza e qualità urbana. Favorire l’autonomia dei più giovani significa città più vivibili, meno traffico e una generazione capace di muoversi in modo più sano e sostenibile.