La Métropole de Lyon ha avviato negli ultimi anni una trasformazione profonda della mobilità urbana, puntando su sicurezza stradale, moderazione della velocità e mobilità attiva. Dal 2022, l’84% della rete stradale (610 km su 627 km) è stato trasformato in zona 30 km/h.

Zone 30, numeri che parlano chiaro

Tra il 2019 e il 2023 gli incidenti sono diminuiti del 35% in città e del 21% nella cintura metropolitana. Risultati pienamente in linea con le analisi europee su 40 città, che stimano mediamente:

–23% incidenti, –37% decessi, –38% feriti gravi, –18% emissioni, –2,5 dB di rumore, –7% consumo di carburante.

A Lione questo si traduce in strade più sicure, vivibili e meno inquinate.

Una rete ciclabile che cresce e funziona

La moderazione del traffico è stata accompagnata da un forte investimento nella mobilità ciclabile. Il Piano ciclabile 2024 punta a raggiungere una quota modale del 15%.

La rete è già molto estesa: 1.013 km al 2020, con 525 km aggiunti tra il 2014 e il 2020. Parallelamente, il bike-sharing Vélo’v continua ad ampliarsi: dai 22.000 noleggi giornalieri del 2006 alle 2.500 nuove biciclette elettriche introdotte nel 2025.

Progettazione delle piste: continuità e sicurezza prima di tutto

Il documento Guide d’aménagement cyclable (2019) stabilisce gli standard che hanno permesso di costruire una rete ciclabile coerente e sicura:

• continuità dei percorsi;

• separazione fisica dal traffico;

• incroci riprogettati per dare priorità ai ciclisti;

• elevati standard di comfort e illuminazione;

• integrazione con fermate di tram e metro.

Scelte che hanno favorito una crescita dell’uso della bici fino al +20% annuo in alcune aree.

Perché Lione funziona

– Sicurezza: ridurre la velocità abbatte numero e gravità degli incidenti.

– Qualità urbana: meno rumore, meno traffico, quartieri più vivibili.

– Mobilità attiva: infrastrutture continue e ben progettate attirano nuovi utenti, anche non esperti.

– Sostenibilità: meno emissioni, minori consumi energetici, più intermodalità.

Conclusione

Lione dimostra che una città può trasformare rapidamente il proprio modello di mobilità, combinando zone 30 diffuse e infrastrutture ciclabili di alta qualità. Un caso di studio utile a tutte le realtà che vogliono migliorare sicurezza, ambiente e qualità della vita attraverso scelte misurabili ed efficaci.