La Legge di Bilancio 2026, in discussione in Parlamento, segna un forte arretramento nelle politiche a favore della mobilità attiva e della ciclabilità. La Manovra varata dal Governo prevede infatti consistenti tagli ai principali strumenti di finanziamento: azzerato il Fondo per le ciclovie urbane, ridotto il Fondo per la mobilità sostenibile, decurtate risorse per il rinnovo ecologico del trasporto pubblico, per le infrastrutture e per la sicurezza stradale, oltre all’assenza di nuovi stanziamenti per il Fondo Nazionale Trasporti e il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030.
Secondo FIAB, questi tagli avranno effetti immediati sulla manutenzione e realizzazione delle infrastrutture ciclabili e, nel medio-lungo periodo, sulla sicurezza stradale, sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica, aumentando anche i costi sanitari. Investire nella mobilità attiva significa infatti non solo ridurre emissioni e traffico, ma rendere le città più sicure per pedoni e ciclisti. L’associazione denuncia una visione miope che rischia di compromettere anni di progressi e sottolinea come esperienze virtuose, come quella di Bologna, dimostrino che politiche strutturali su ciclabilità e moderazione della velocità possano ridurre incidenti e rendere la mobilità un diritto, non un privilegio.
Fonte: FIAB