ISDE Italia esprime forte preoccupazione per i tagli alla qualità dell’aria previsti nel disegno di Legge di Bilancio, che riducono drasticamente – già dal 2026 – le risorse destinate al miglioramento dell’aria nel bacino padano. Una decisione definita dall’associazione “irresponsabile e contraria alle evidenze scientifiche”, proprio mentre molte città italiane stanno ancora registrando livelli di inquinamento ben superiori ai limiti della direttiva europea 2881/2024 e ai valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Secondo ISDE, tagliare strumenti fondamentali per sostenere Regioni e Comuni significa rallentare interventi indispensabili come il potenziamento del trasporto pubblico, il rinnovo delle flotte, la riduzione del traffico veicolare, la riqualificazione energetica degli edifici e la protezione dei gruppi più vulnerabili – bambini, anziani, persone con patologie croniche.
“La qualità dell’aria non è un capitolo di spesa comprimibile, ma una priorità sanitaria nazionale”, sottolinea l’associazione. I dati epidemiologici parlano chiaro: l’inquinamento atmosferico è tra i principali fattori di rischio ambientali per la salute, causa o aggravante di malattie cardiovascolari, tumori, ictus, broncopneumopatia cronica ostruttiva e diabete. Solo in Italia provoca decine di migliaia di morti premature ogni anno.
ISDE ricorda inoltre che investire in aria più pulita significa ridurre i costi sanitari legati ai ricoveri e alla cronicità, aumentare la produttività e proteggere i bambini, particolarmente esposti agli effetti delle polveri sottili e del biossido di azoto.
Romizi: “Una scelta miope che ignora l’urgenza sanitaria del Paese”
Il presidente di ISDE Italia, Roberto Romizi, evidenzia la gravità della decisione:
“In un momento in cui l’Europa ci chiede di accelerare gli interventi per ridurre l’inquinamento atmosferico, tagliare i fondi dedicati significa ignorare un’emergenza sanitaria che coinvolge milioni di cittadini. Le conoscenze scientifiche sono inequivocabili: respirare aria inquinata compromette la salute fin dalla gravidanza e aumenta il rischio di malattie croniche in tutte le età della vita. Chiediamo al Governo di rivedere questa scelta e di garantire risorse adeguate per proteggere la salute pubblica.”
ISDE conferma la propria disponibilità a collaborare con istituzioni nazionali e locali per definire politiche efficaci e basate su evidenze, ribadendo che la tutela dell’aria è un investimento sulla salute, non un costo.