L’inquinamento da PM2,5 in Lombardia avrebbe un costo economico e sanitario di 33,4 miliardi di euro l’anno, pari al 7,3% del PIL regionale e a circa 3.360 euro per abitante. È quanto emerge da uno studio realizzato nell’ambito del progetto europeo VALESOR – Valuation of Environmental Stressors, finanziato da Horizon Europe, che prende come riferimento il 2023.
La valutazione comprende costi sanitari diretti, perdita di produttività e peggioramento della qualità della vita. La sola spesa per cure, visite, ricoveri e farmaci attribuita alle patologie riconducibili all’esposizione al particolato fine ammonterebbe a 1,4 miliardi di euro l’anno. Tra le patologie considerate, il peso economico maggiore sarebbe associato alla demenza, con 2,394 miliardi, seguita dalla BPCO, con 899 milioni di euro.
Sulla base di questi dati, Cittadini per l’Aria ETS ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti della Lombardia, chiedendo di verificare l’esistenza di un eventuale danno erariale connesso alle politiche regionali sulla qualità dell’aria e di valutare possibili responsabilità dei vertici regionali succedutisi dal 2010. Si tratta dunque di una richiesta di accertamento: sarà la magistratura contabile a valutare se sussistano effettivamente responsabilità e danni erariali.
L’associazione richiama, tra gli elementi critici, i ritardi nella pianificazione, l’insufficiente attuazione delle misure, le deroghe sugli impianti a biomassa e il peso delle emissioni agricole e zootecniche, in particolare dell’ammoniaca che contribuisce alla formazione del PM2,5 secondario. Viene inoltre ricordato il contenzioso europeo sulla qualità dell’aria e il precedente francese, dove tra il 2015 e il 2023 il Conseil d’État ha imposto allo Stato sanzioni complessive per 45 milioni di euro per il mancato rispetto degli obblighi sulla qualità dell’aria.
Fonte: Greenreport – “In Lombardia il PM2,5 costa il 7,3% del Pil”