Le politiche per limitare i veicoli più inquinanti possono produrre benefici misurabili non soltanto sulla qualità dell’aria, ma anche sulla salute. Lo mostra l’esperienza della Ultra Low Emission Zone (ULEZ) di Londra, analizzata dallo studio CHILL pubblicato su The Lancet Public Health.
Confrontando Londra con Luton, dove non era stata introdotta una misura analoga, i ricercatori hanno rilevato nella capitale una diminuzione dell’NO₂ decisamente maggiore: circa 15,1 µg/m³ contro 7,1 µg/m³. Parallelamente, i bambini londinesi hanno mostrato una crescita più rapida della funzionalità polmonare, fino a recuperare sostanzialmente lo svantaggio iniziale rispetto ai coetanei di Luton.
L’esperienza londinese indica quindi che le Low Emission Zones possono essere valutate anche attraverso i loro benefici sanitari. Ma le restrizioni ai veicoli più inquinanti dovrebbero essere accompagnate da alternative credibili all’auto: trasporto pubblico efficiente, ciclabilità, mobilità pedonale e condivisa.
Per le città italiane è un’indicazione importante: le politiche di mobilità urbana non dovrebbero essere giudicate soltanto in base ai veicoli esclusi o alle concentrazioni registrate dalle centraline, ma anche sulla base della riduzione dell’esposizione delle persone e dei conseguenti benefici per la salute.
Fonte: Ambientenonsolo – Londra, meno traffico inquinante e polmoni più sani