Londra dimostra che le politiche per migliorare la qualità dell’aria possono produrre risultati concreti, ma evidenzia anche quanto sia ancora lunga la strada verso livelli realmente sicuri per la salute. Secondo un nuovo studio dell’Environmental Research Group dell’Imperial College London, tra il 2019 e il 2024 le concentrazioni medie di biossido di azoto, NO₂, sono diminuite del 41%, mentre quelle di particolato fine PM2,5 si sono ridotte del 28%.
Applicando la stessa metodologia scientifica ai dati dei due anni, i ricercatori stimano che i decessi attribuibili all’inquinamento siano scesi da circa 6.400-8.000 nel 2019 a 3.800-5.100 nel 2024, con una riduzione compresa tra il 37% e il 40%. Nonostante il miglioramento, il bilancio sanitario resta quindi molto pesante: all’aria inquinata sono ancora associati tra 65.600 e 87.700 anni di vita persi e un costo economico stimato tra 3,8 e 5,1 miliardi di sterline all’anno.
Il rapporto indica tra i fattori che hanno contribuito al miglioramento le politiche adottate nel settore dei trasporti, compresa la Ultra Low Emission Zone, introdotta nel 2019 ed estesa a tutta la Greater London nel 2023. Nel 2024 le emissioni di ossidi di azoto risultavano inferiori del 36% rispetto a uno scenario senza ULEZ, mentre le concentrazioni di NO₂ a bordo strada erano circa il 27% più basse. Lo studio, tuttavia, precisa che non è possibile attribuire la riduzione della mortalità a una sola misura, poiché il risultato deriva dall’insieme delle politiche pubbliche e delle tendenze di lungo periodo.
Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha sottolineato che le evidenze mostrano come le azioni adottate abbiano ridotto l’inquinamento, migliorato la salute pubblica e salvato vite. Secondo Khan, l’estensione dell’ULEZ a tutta la città si è rivelata decisiva per proteggere la salute dei londinesi, anche se il lavoro non può considerarsi concluso: «Non sono soddisfatto: nonostante gli incredibili progressi, c’è ancora molto da fare».
Lo studio ricorda infatti che per il PM2,5 non esiste una soglia chiaramente sicura e che gli effetti sulla salute possono manifestarsi anche al di sotto dei limiti di legge. Il caso londinese offre quindi una lezione importante anche per le città italiane: le politiche integrate su traffico, trasporto pubblico, mobilità attiva, rinnovo delle flotte ed emissioni degli edifici possono migliorare l’aria e ridurre il carico sanitario, ma devono essere applicate con continuità e su scala metropolitana.
Fonte in calce: https://ambientenonsolo.com/londra-meno-inquinamento-ma-migliaia-di-morti-ancora-associate-allaria-inquinata/