La bocciatura in commissione Bilancio al Senato dell’emendamento del Partito Democratico per ripristinare i fondi alle metropolitane colpisce soprattutto la metro Napoli–Afragola. Resta infatti confermato il taglio di 15 milioni di euro a un’opera considerata strategica per il sistema dei trasporti dell’area metropolitana napoletana, perché destinata a collegare in modo diretto i due principali poli dell’alta velocità ferroviaria.

Il mancato rifinanziamento rischia ora di rallentare un’infrastruttura chiave per l’integrazione tra rete metropolitana urbana e nodo ferroviario nazionale, con ricadute sulla mobilità quotidiana e sull’accessibilità dell’intero quadrante nord dell’area partenopea. Il caso Afragola si inserisce in un quadro più ampio che riguarda anche la linea C di Roma e la M4 di Milano, ma è sul Mezzogiorno che si concentra la polemica politica.

«Ancora una volta Meloni e Salvini fanno il contrario di quanto promesso in campagna elettorale», ha attaccato il deputato dem Marco Sarracino, parlando di un nuovo colpo al Sud e alla Campania. Secondo Sarracino, il taglio alla metro Napoli–Afragola dimostra la distanza tra gli annunci del governo e le scelte concrete contenute nella manovra finanziaria.

Sulla stessa linea Beatrice Lorenzin, prima firmataria di uno degli emendamenti respinti. «Ci era stato detto che si sarebbe trovata una soluzione – ha spiegato – ma nelle tabelle la soluzione non c’è. Questo è un fatto grave». Lorenzin ha sottolineato come il mancato ripristino dei fondi costringerà le amministrazioni coinvolte a cercare soluzioni tecniche complesse per garantire la continuità dei lavori, con il rischio di rallentamenti o ridimensionamenti del progetto.

In secondo piano, rispetto al nodo Afragola, restano le altre decisioni assunte in commissione: l’uscita dalla manovra dell’emendamento sulla riapertura della sanatoria edilizia del 2003 e l’approvazione di uno stanziamento aggiuntivo di 6 milioni di euro per le celebrazioni dei 2500 anni di Napoli nel 2026. Una scelta che, per l’opposizione, non compensa però il colpo inferto a un’infrastruttura ritenuta essenziale per il futuro della mobilità metropolitana campana.

Fonte: Repunnlica