L’apertura delle nuove stazioni-museo Porta Metronia e Fori Imperiali–Colosseo della linea C slitta dall’8 al 13 dicembre, dopo settimane di rinvii dovuti all’incastro delle agende dei ministri Giuli e Salvini, del sindaco Gualtieri, della commissaria Conti e delle Soprintendenze. Il percorso verso l’inaugurazione è stato segnato anche dal crollo della Torre dei Conti, dalla morte dell’operaio Octav Stroici e da un duro scambio di mail fra Sovrintendenza capitolina e Soprintendenza statale sulla gestione degli spazi museali di Porta Metronia. Alla fine è prevalso il principio per cui i reperti sotterranei competono allo Stato, che quindi gestirà gli spazi espositivi.
Le due stazioni sono pronte: a Porta Metronia il pubblico potrà visitare la Caserma dei soldati imperiali e la casa del Comandante, eccezionali ritrovamenti del II secolo d.C. valorizzati nel progetto architettonico di Paolo Desideri; a Fori Imperiali, come a San Giovanni, saranno esposti i reperti rinvenuti durante gli scavi senza un ingresso museale separato.
Intanto, in Parlamento si riapre il fronte politico sui 50 milioni tagliati dal Ministero dell’Economia alla linea C. Come un anno fa, il finanziamento dell’opera torna al centro della legge di bilancio 2026: il Partito Democratico presenta vari emendamenti per reintegrare i fondi, acquistare nuovi treni e finanziare la progettazione della linea D e il prolungamento delle linee A e B. Anche Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra depositano proposte analoghe. A sorpresa interviene anche il senatore di Forza Italia Claudio Lotito, interessato alla tratta T1 con la nuova stazione Auditorium, strategica per il futuro stadio della Lazio.
A mancare all’appello è Fratelli d’Italia, che si limita a un ordine del giorno non vincolante. Eppure, senza quei 50 milioni l’intero appalto rischia di bloccarsi: la Legge Obiettivo consente infatti l’apertura dei cantieri solo se il lotto è integralmente finanziato. Il Pd annuncia battaglia anche alla Camera se gli emendamenti dovessero essere respinti al Senato.
Roma attende così una doppia risposta: la data definitiva di apertura delle stazioni e la certezza dei finanziamenti necessari a completare la terza linea metropolitana della capitale.
Fonte: Repubblica