La futura Linea 2 della metropolitana di Torino promette di rivoluzionare l’esperienza di viaggio: niente tornelli né biglietti da timbrare, ma accesso diretto tramite smartphone e copertura telefonica garantita anche in stazione, superando uno dei principali limiti dell’attuale Linea 1.
Il progetto è guidato da Bernardino Chiaia, presidente e amministratore delegato di Infra.To e commissario straordinario della Linea 2. Il primo pacchetto di lavori, dal valore di 481 milioni di euro, è stato affidato a Hitachi Rail STS. I treni saranno completamente automatici, senza conducente, con velocità fino a 80 chilometri orari e una frequenza prevista di un convoglio ogni 60 secondi. A fare la differenza sarà soprattutto la manutenzione predittiva, basata sul dialogo continuo tra treni e infrastrutture, per ridurre al minimo guasti e interruzioni del servizio.
I primi segnali concreti sul territorio arriveranno tra fine febbraio e inizio marzo con le attività di monitoraggio ambientale. È inoltre imminente l’annuncio del concorso internazionale di architettura e design delle stazioni; nella stessa occasione, al Politecnico, l’architetto Dominique Perrault terrà una lectio magistralis dedicata al progetto.
Resta centrale il tema delle risorse: i fondi attualmente disponibili consentono di arrivare solo fino a Porta Nuova. Per completare l’intero tracciato mancano 2,2 miliardi di euro. La prima tratta finanziata, da Rebaudengo a Porta Nuova, prevede 10 stazioni su 7,7 chilometri, con entrata in servizio prevista nel 2033. Sul fronte della sostenibilità, Infra.To valuta l’ipotesi di dotare le nuove stazioni di impianti geotermici. Parallelamente resta aperta la partita del prolungamento della Linea 1 verso Cascine Vica, rallentata dalla crisi finanziaria dell’impresa appaltatrice.
Fonte: Corriere della Sera