Due gravi investimenti di bambini e un nuovo presidio civile riportano al centro il tema della sicurezza stradale a Milano. Martedì un ottantasettenne è stato travolto e ucciso sulle strisce in via Bronzetti; ieri un dodicenne è stato investito in via Verro, ora in gravi condizioni, e poche ore dopo un altro bambino di nove anni è rimasto ferito in piazza Durante.
Nel luogo del primo incidente, decine di cittadini si sono riuniti con lo striscione “Quante morti ancora?”, in un presidio organizzato da Città delle persone per denunciare l’emergenza continua: oltre mille incidenti gravi l’anno coinvolgono pedoni e ciclisti nel capoluogo lombardo. “Milano è invivibile, servono dossi, semafori, controlli e rispetto del codice della strada”, hanno detto i residenti, mentre genitori e bambini in bicicletta chiedevano spazi sicuri e percorsi casa-scuola protetti.
Gli attivisti sottolineano la pericolosità di carreggiate troppo ampie, dove le auto viaggiano ad alta velocità o sostano in doppia fila, chiedendo Zone 30, corsie ristrette e più dissuasori. Anche Legambiente denuncia una situazione ormai insostenibile e sollecita “una rigenerazione profonda dello spazio pubblico e un nuovo patto civile per la sicurezza stradale”, mentre il governo – osserva l’associazione – “continua a privilegiare misure securitarie, rinviando un vero cambio culturale”.
Gli episodi delle ultime ore confermano l’urgenza di un intervento strutturale per ridurre la velocità, restituire spazio a chi cammina e pedala e rendere Milano una città finalmente sicura per tutti.
Fonte: Repubblica