Il sindaco di Milano Beppe Sala apre ufficialmente alla possibilità di un nuovo rinvio delle limitazioni alla circolazione in Area B e Area C per alcune categorie di motoveicoli e motocicli più inquinanti. «Non escludo affatto che verrà prolungata l’attuale regolamentazione», ha dichiarato, spiegando che l’ipotesi di mantenere lo status quo era già sul tavolo tra novembre e dicembre e che una decisione definitiva arriverà nelle prossime settimane.

La proroga, se confermata, sarebbe la terza in tre anni e farebbe slittare l’entrata in vigore dei divieti da ottobre 2026 a ottobre 2027. Le restrizioni riguardano i motoveicoli a due tempi Euro 2 e 3, quelli diesel Euro 2 e 3 e i veicoli a benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2, interessando un numero significativo di mezzi circolanti in città e nell’area metropolitana.

Le parole del sindaco hanno immediatamente riacceso lo scontro politico. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Riccardo Truppo, ha accusato Sala di voler “prendere tempo” per ragioni elettorali, sostenendo che i divieti rischiano di colpire circa 90 mila motocicli a Milano e fino a 200 mila considerando anche la provincia. Truppo è promotore di una campagna referendaria contro l’introduzione delle limitazioni, che nelle prime ore di raccolta firme ha superato le 2.800 adesioni con il supporto del gruppo di motociclisti “Divieto”.

Un passaggio rilevante è arrivato dal Collegio dei Garanti del Comune, che ha giudicato ammissibile il quesito referendario. Secondo Truppo, si tratta di un segnale politico forte, che metterebbe sotto accusa la giunta Sala sulle politiche di mobilità, anche per la mancata diffusione pubblica di dati sugli effetti benefici delle misure adottate negli ultimi quindici anni. I promotori puntano ora a una seconda fase di raccolta firme, con l’obiettivo di raggiungere le 15 mila sottoscrizioni necessarie per andare al voto, ipotizzato per il prossimo autunno.

Da Palazzo Marino, però, arriva una linea più prudente. L’assessora alla Mobilità Arianna Censi ricorda che una proroga è già stata concessa nell’ottobre 2025, in considerazione del mutato contesto e delle esigenze dei cittadini. «Il tema dei motoveicoli più inquinanti è strettamente legato alla qualità dell’aria – ha spiegato – e le decisioni che verranno prese dipenderanno da queste valutazioni». Una posizione che ribadisce il legame tra politiche di limitazione del traffico e obiettivi ambientali e sanitari.

Di segno opposto l’intervento della Lega. Il consigliere comunale Samuele Piscina parla di un impegno politico già assunto dalla maggioranza in sede di approvazione del bilancio comunale. Secondo Piscina, il rinvio di un anno del blocco dei motoveicoli storici sarebbe stato parte di un accordo chiaro, che ha consentito l’approvazione del bilancio a fronte del ritiro di migliaia di emendamenti. Un accordo che, a suo avviso, non può ora essere rimesso in discussione per convenienza politica, ma deve essere formalmente rispettato.

Nel frattempo, il Comune prende tempo e rinvia le decisioni finali, mentre il confronto tra giunta e opposizioni si intensifica, con il referendum che si profila come nuovo terreno di scontro sulle politiche di mobilità e qualità dell’aria a Milano.

Fonte: la Repubblica