Il futuro della mobilità milanese passa sempre più dall’integrazione tra il capoluogo e l’area metropolitana. L’assessora alla Mobilità Arianna Censi sottolinea però che il Comune dispone di poteri e risorse insufficienti per governare un sistema di trasporti che ormai supera ampiamente i confini cittadini e propone una legge speciale per le città metropolitane, capace di attribuire maggiori strumenti e finanziamenti.
Al centro ci sono soprattutto i prolungamenti delle linee metropolitane. Per la M5 da Bignami a Monza, circa 12 chilometri e 11 stazioni, il governo ha pubblicato il bando per l’ultimo stanziamento necessario e l’opera dovrebbe entrare in esercizio nel 2033. Il prolungamento della M1 da Sesto FS a Monza Bettola dovrebbe invece arrivare entro il 2029.
Più complessa la situazione della M4 da Linate a Segrate, ancora ferma prima della fase realizzativa. Il progetto prevede circa 4 chilometri e due nuove stazioni, con un quadro economico di 772 milioni di euro. Resta inoltre da sviluppare il prolungamento della M3 da San Donato verso Peschiera Borromeo.
Secondo Censi, l’obiettivo deve essere quello di ridurre l’ingresso delle auto a Milano, rafforzando metropolitane e trasporto pubblico e integrandoli maggiormente con il sistema ferroviario. Ma per farlo occorre ragionare «su scala più vasta», superando la frammentazione tra i singoli Comuni e dando alle città metropolitane maggiori capacità di programmazione e intervento.
Fonte: Corriere della Sera, Milano, 22 agosto 2026.