Milano si conferma la città italiana con l’offerta più articolata di alternative all’automobile, grazie alla combinazione di metropolitana, trasporto pubblico di superficie, piste ciclabili e servizi di sharing. Il confronto con le principali città europee, tuttavia, evidenzia un ritardo ancora consistente, soprattutto per estensione della rete metropolitana e infrastrutture ciclabili. È il quadro tracciato da la Repubblica Milano, che affianca ai dati sulla mobilità un’intervista all’assessora alla Mobilità Arianna Censi.
Il primo elemento critico resta il peso dell’automobile. A Milano circolano circa 505 auto ogni mille abitanti: un valore molto più basso rispetto a Roma, dove si arriva a circa 701, e a Torino, con 819, ma ancora lontano dai livelli delle principali città europee. Parigi è indicata a circa 250 auto ogni mille abitanti e Amsterdam a 240. Il capoluogo lombardo, dunque, guida il cambiamento nel panorama italiano senza aver ancora raggiunto un modello di mobilità paragonabile alle metropoli europee più avanzate.
Il divario emerge anche dalla metropolitana. Milano dispone di 134 stazioni distribuite sulle cinque linee, mentre Roma ne conta 73 su quattro linee e Torino 23 su una. Su scala europea, però, il confronto cambia: Parigi dispone di una rete molto più capillare, così come Londra. La distanza non riguarda soltanto i chilometri di infrastruttura, ma la capacità della rete di servire in maniera diffusa il territorio urbano e metropolitano.
Analogo il quadro della mobilità ciclabile. Milano conta 336 chilometri di rete ciclabile, un dato nettamente superiore a molte altre realtà italiane ma inferiore a quello delle città europee prese come riferimento: Amsterdam arriva a circa 1.292 chilometri e Monaco a 862. Il tema non è soltanto quantitativo: conta anche la continuità e la sicurezza dei percorsi, perché una rete frammentata o poco protetta risulta meno competitiva rispetto all’automobile.
Un altro punto di forza milanese è la disponibilità di servizi di sharing mobility: car sharing, bike sharing e scooter sharing consentono di costruire spostamenti combinati senza possedere necessariamente un’automobile. Anche in questo settore, però, il confronto internazionale suggerisce ulteriori margini di crescita.
Nell’intervista a Repubblica, l’assessora alla Mobilità Arianna Censi rivendica la direzione intrapresa dalla città, ma sottolinea la necessità di disporre delle risorse per proseguire. Secondo Censi, Milano ha scelto di puntare sul futuro attraverso la metropolitana, il trasporto pubblico, la limitazione del traffico, Area B e Area C, la rete ciclabile, le Zone 30 e la progressiva riduzione dell’uso dell’auto privata.
L’assessora riconosce però che la situazione italiana resta molto diversa da quella di altre città europee, che possono contare su maggiori investimenti e infrastrutture più sviluppate. Il nodo principale diventa quindi quello delle risorse, indispensabili per mantenere e ampliare il trasporto pubblico locale. Censi richiama in particolare la necessità di un adeguato finanziamento del TPL e sostiene che il trasporto pubblico dovrebbe essere considerato un servizio essenziale.
Il confronto europeo serve quindi a mettere in prospettiva i risultati milanesi. La città presenta indicatori migliori rispetto alle altre grandi realtà italiane in diversi settori della mobilità sostenibile, ma il numero di automobili rimane elevato e metropolitana e rete ciclabile devono ancora crescere per avvicinarsi agli standard delle metropoli europee prese a riferimento.
Il messaggio che emerge dai due articoli è dunque duplice: Milano rappresenta oggi uno dei principali laboratori italiani della transizione verso una mobilità meno dipendente dall’auto, ma il confronto con l’Europa mostra quanto percorso resti ancora da compiere. Trasporto pubblico, nuove infrastrutture, continuità della rete ciclabile e risorse economiche diventano gli elementi decisivi per trasformare le politiche avviate negli ultimi anni in un cambiamento strutturale del modo di muoversi in città.
Fonte: la Repubblica Milano, 16 settembre 2026, articoli di Miriam Romano e intervista ad Arianna Censi.